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Frammentazione Android: Marshmallow all’1,2%

La release Marshmallow di Android cresce, ma in modo troppo lento: la frammentazione rimane un vero e proprio tallone d'Achille per il sistema operativo.

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Appare ancora troppo lenta la distribuzione di Marshmallow per pensare che la frammentazione dell’ecosistema Android sia un problema risolvibile in tempi relativamente brevi. Come accade all’inizio di ogni mese, Google ha diffuso le statistiche sul sito dedicato agli sviluppatori. I dati sono stati raccolti nella settimana conclusa l’1 febbraio, analizzando la totalità dei dispositivi che hanno effettuato l’accesso alla piattaforma Play Store tramite l’applicazione ufficiale.

Come visibile anche dal grafico allegato di seguito, la versione più recente del sistema operativo è ad oggi presente sull’1,2% dei device, con un incremento pari allo 0,5% rispetto a quanto rilevato in gennaio. Una quota da attribuire soprattutto ai prodotti della linea Nexus e ai pochi che hanno già ricevuto un aggiornamento da parte del produttore. Proseguendo a ritroso, la release Lollipop cresce fino al 34,1% (suddiviso tra il 17% della 5.0 e il 1,1% della 5.1), guadagnando un 1,5% in poche settimane. Trend negativo invece per KitKat, che chiude al 35,5% (-0,5%), così come per Jelly Bean che si stabilizza al 23,9% (8,8% per la 4.1, 11,7% per la 4.2 e 3,4% per la 4.3) perdendo lo 0,8%.

Le statistiche ufficiali di Google sulla frammentazione dell'ecosistema Android, aggiornate all'1 febbraio 2016

Le statistiche ufficiali di Google sulla frammentazione dell’ecosistema Android, aggiornate all’1 febbraio 2016 (immagine: Android Developers).

In calo anche le release più datate, come Ice Cream Sandwich che scivola al 2,5% (-0,2%) e Gingerbread al 2,7% (-0,3%). Resiste invece stoicamente Froyo, aggrappato al proprio 0,1% (-0,1%).

Mentre già si parla della N release che arriverà probabilmente nel prossimo autunno, la soluzione del problema sembra per Google tutt’altro che a portata di mano. L’ecosistema risulta ancora oggi fortemente frammentato, con un gran numero di versioni presenti sul mercato e aggiornamenti ufficiali che spesso impiegano troppo tempo prima di arrivare sui dispositivi. Gli sforzi messi in campo fino ad oggi non hanno saputo dare gli esiti sperati e con tutta probabilità questo rimarrà ancora per lungo tempo il grande tallone d’Achille del robottino verde.

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  • 03/02/2016 alle 20:12 #514793

    Massimo
    Membro

    Basterebbe inserire nelle clausole d’uso che i produttori per adottare gratis Android sono obbligati a distribuire l’aggiornamento entro qualche mese e fare in modo che le release precedenti abbiano un sistema di controllo che in qualche modo costringa l’utente ad aggiornarle, ad esempio con continue immagini popup. E’ una prassi comune a tanti produttori di software.

    Questo andrebbe a vantaggio di tutti, e in particolare degli utenti.