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Honor 5X provato in anteprima

Honor 5X è uno smartphone Android di fascia media dalle caratteristiche molto interessanti, ottima manifattura e prezzo competitivo.

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Per presentare il suo nuovo smartphone Android, Honor 5X, Huawei ha scelto Monaco di Baviera. A introdurre Honor 5X è intervenuto Zhao Gang, Head of Honor Overseas Business, che ha ricordato come la strategia rimanga sempre quella di garantire il miglior rapporto qualità/prezzo, ascoltando nel frattempo le esigenze dei suoi utenti, tipicamente un target giovane, dinamico e connesso.

Honor 5X

Le immagini in anteprima

È stata poi la volta del Senior Product Marketing Manager, Thorsten Doehlert, salito sul palco brandendo una smerigliatrice, che poi ha usato su un pezzo di metallo spargendo scintille, a simboleggiare il nuovo corpo in alluminio dell’Honor 5X. Di certo ha fatto colpo sulla platea.

Honor 5X è uscito a novembre in Cina e arriva ora in Italia con qualche mese di ritardo, senza alcuna variazione, ma con un bagaglio tecnico di buonissimo livello e un carico di aspettative per il mercato e di promesse per i suoi futuri utenti. Un lavoro che Honor sta portando avanti fin dalla sua nascita, nel 2014.

Honor 5X è ufficialmente in Italia a partire da oggi, al prezzo consigliato al pubblico di 229,99 euro, ed è acquistabile sullo shop ufficiale Vmall.eu e presso i retailer online più diffusi.

Honor 5X: specifiche tecniche

Basato su Android Lollipop 5.1.1, si presenta in un corpo in metallo di buone dimensioni (151,3×76,3×8,2 mm) e di ottima fattura, con un peso pari a 158 grammi. Dimensioni e peso sono ovviamente giustificate in funzione della diagonale del suo display, un LCD IPS da 5,5 pollici con una densità di 403ppi. Cuore propulsivo del Honor 5X il processore Qualcomm Snapdragon 615 MSM8939 octa-core, con quad-core Cortex A53 da 1,5GHz e quad-core Cortex A53 da 1,2GHz, a cui si affiancano il chip grafico Adreno 405 e 2GB di RAM.

Honor 5X dispone di 16 GB di storage, ma è espandibile tramite microSD fino a 128GB. Oltre allo slot per le schede di memoria, ne ha un altro per ospitare contemporaneamente una MicroSIM e NanoSIM. È infatti uno smartphone Dual SIM con dual stand-by, con GSM quadband, UMTS triband e, immancabilmente, LTE. Il pacchetto della connettività si completa con un Wi-Fi 802.11 b/g/n (Wi-Fi Direct) e Bluetooth 4.1, oltre a un chip A-GPS e GLONASS.

Il suono è garantito dallo speaker stereo DTS posto nel parte inferiore, ai lati della presa USB 2.0. C’è anche la radio FM. Al momento non è stato possibile testarne la resa.

Fotocamera

La fotocamera posteriore, che sporge un po’, ha una risoluzione di 13 megapixel, dotata di autofocus con flash dual-LED. Non è però stabilizzata. Il software è quello che si è già visto sul GX8: touch focus, face detection, geo-tagging e HDR sono fra le funzioni essenziali garantite, ma ci sono alcune modalità già viste nei precedenti modelli, come Ultra Snapshot Panoramic Selfie, mentre ne mancano altre come il light-painting e il Professional mode. L’obbiettivo è anche in grado di registrare video Full HD a 30fps e include la funzione slow motion e time-lapse.

La fotocamera frontale è da 5 megapixel. Purtroppo, però, è assente il flash, sempre più popolare fra gli amanti dei selfie serali.

Dal punto di vista fotografico, Honor 5X conferma alcune delle pecche riscontrate su altri obbiettivi impiegati dal produttore cinese. Difatti, nonostante il sensore prometta un’elevata sensibilità alla luce (f/2.0), le foto scattate in penombra sembrano soffrire sia in termini di lucentezza sia di dettaglio, con la comparsa di un certo quantitativo di rumore digitale. Ben altro discorso riguarda le foto in diurna o in ambienti ben illuminati, dove invece il livello di dettaglio e la vivacità dei colori sono pienamente soddisfacenti. Insomma, si tratta del classico compromesso che può fare la felicità di qualsiasi fotografo occasionale, ma che potrebbe deludere i veri appassionati che sempre più spesso cercano ormai nel proprio smartphone il secondo corpo macchina col quale scattare.

Honor 5x: sensazioni d’uso

Il feeling in mano è molto buono, nonostante le dimensioni generose. Merito va sia alle forme arrotondate sia agli angoli smussati, sebbene l’elegante smerigliatura posteriore lo renda leggermente scivoloso. Nel complesso, è un terminale elegante, nelle sue colorazioni white, black e gold, al punto da sembrare uno smartphone di fascia alta.

Poiché il corpo principale è unibody, la batteria non è removibile, tuttavia i suoi 3000 mAh garantiscono una buona autonomia, almeno sulla carta (nel breve test in anteprima non è stato chiaramente possibile misurarne la durata nel lungo periodo): un giorno intero con un impiego massiccio del dispositivo e uno e mezzo con un utilizzo moderato è quanto dichiarato dal produttore, con buona parte del merito che va anche al sistema di risparmio energetico SmartPower 3.0.

L’usabilità è ottima, grazie all’ormai ben noto EMUI 3.1, che conferma alcune sue funzioni quali ultra snapshot, time-lapse photo, good food mode e single hand mode. Va detto che sarebbe stato più apprezzato un aggiornamento immediato alla release 4.0, già vista sul Mate 8, ma ad ogni modo l’upgrade arriverà nei prossimi mesi anche per l’Honor 5X, assieme alla versione più recente di Android.

L’interazione è complessivamente molto buona, rapida e facile da fare propria, merito della personalizzazione ben integrata, che si fonde alla perfezione con Android senza mai sovrapporsi o duplicarne le funzioni.

Mancano alcune delle interazioni marchio distintivo di Huawei, come il knuckle touch, ma se ne ritrovano altre (già sperimentate un anno fa sul fortunatissimo Honor 7) relative al sensore di impronte digitali. Quest’ultimo, posto sul lato posteriore, sotto all’obbiettivo, si conferma come un vero e proprio dispositivo di input aggiuntivo: oltre allo sblocco del sistema (richiede in totale 6 scansioni), infatti, risulta comodo quando si tiene lo smartphone con una sola mano, ad esempio per l’utilizzo rapido di alcune funzioni (scorrimento, click, ecc.). Si tratta di un sensore di nuova generazione e altamente personalizzabile, grazie alla possibilità di registrare fino a 5 impronte digitali della stessa mano: a seconda del dito registrato, si possono avviare immediatamente 5 applicazioni differenti. Si tratta di una funzionalità per ora esclusiva di questo terminale. Lo sblocco, inoltre, è molto veloce (0,5 secondi).

Galleria di immagini: Huawei Honor 5X in anteprima

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