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Andy Rubin, il creatore di Android, e le dashcam

Uno dei progetti in cantiere per il padre del sistema operativo Android mira alla creazione di un network globale di dashcam installate sulle automobili.

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Se oggi oltre l’80% dei dispositivi mobile a livello globale è equipaggiato con il sistema operativo del robottino verde, in buona parte, lo si deve ad Andy Rubin. Sua l’idea iniziale per la creazione della piattaforma, poi passata nelle mani di Google. Rubin ha lasciato il gruppo di Mountain View nel 2014, dopo essersi dedicato internamente (tra le altre cose) a iniziative legate alla robotica. Nei mesi scorsi si è anche parlato della creazione di una nuova società impegnata in ambito smartphone.

I suoi progetti però non si fermano all’ambito della telefonia. A quanto pare, è al lavoro anche su una dashcam. Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta di una videocamera da posizionare sul cruscotto dell’automobile, che riprende costantemente la strada, salvando i filmati nella memoria interna. Una tipologia di prodotto poco diffusa nel nostro paese (se non per categorie speciali come tassisti o autotrasportatori), ma molto popolare in altri territori come quello russo. È grazie a device di questo tipo, ad esempio, che nel 2013 è stato possibile conservare testimonianze video del meteorite caduto sulla Terra, come mostra la clip in streaming di seguito.

L’iniziativa è interessante, poiché mira a fornire agli utenti in modo del tutto gratuito la videocamera da installare sul veicolo, in cambio delle immagini catturate. La finalità sembra essere quella di creare una sorta di mappa del mondo aggiornata in tempo reale, con immagini catturate dal livello della strada. Una sorta di Street View, in altre parole, in cui però le Google Car sono sostituite dalle automobili di chiunque voglia contribuire, caricando in continuazione nuove fotografie e filmati. Rubin ne ha parlato in un’intervista rilasciata alla redazione di Wired, senza però affrontare questioni delicate come le eventuali implicazioni di un progetto simile in tema di privacy.

Fonte: Wired • Notizie su:
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