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Che colpo a Palazzo Chigi: arriva Diego Piacentini

Diego Piacentini, super manager di Amazon, prende un'aspettativa e torna in Italia, destinazione Roma: aiuterà Matteo Renzi sulla innovazione digitale.

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L’ufficio per la tecnologia digitale di Palazzo Chigi avrà da questa estate un nuovo responsabile, e il nome è davvero clamoroso: Diego Piacentini. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si assicura per due anni uno degli uomini che ha costruito Amazon insieme al suo fondatore. Ex manager anche di Apple, Piacentini rappresenta senza dubbio un salto di qualità nell’approccio dell’esecutivo all’innovazione e all’agenda digitale del paese, essendo egli abituato da due decenni a lavorare su scala e con mentalità globale.

Una bella sfida, che lo stesso Piacentini ha voluto annunciare in un comunicato dove spiega per quale motivo ha deciso di prendere un’aspettativa di due anni dall’azienda dove ha lavorato negli ultimi 16, per tornare in Italia e dedicarsi a un’attività pro bono publico:

È un modo di restituire qualcosa al paese in cui sono nato e ho vissuto per 40 anni della mia vita.

Cosa porterà da Seattle? Qualche concetto è sparso qua e là nel comunicato quando parla del suo lavoro ad Amazon:

Prima di tutto, la lezione è non dire mai che “non funzionerà mai”. E la seconda è che si tratta di organizzarsi intorno alle grandi idee. E si può fare se si hanno i mattoni fondamentali: il pensiero innovativo, essere trasparenti e autocritici, una visione a lungo termine, non essere ossessionati dai risultati a breve termine, e mettendo il cliente al primo posto. Non c’è bisogno di cambiare una cultura, basta pensare in grande e rimanere concentrati. Questo è quello che ho intenzione di fare.

Diego Piacentini, 55 anni, milanese, si è unito ad Amazon nel 2000 dopo una esperienza alla Apple. Attualmente è vice presidente senior del Business Consumer International della società di Seattle, città dove vive e dove ancora vivrà facendo il pendolare da Roma. A partire da questa estate, infatti, trascorrerà due anni a lavorare pro bono come il capo dell'ufficio tecnologia digitale del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi.

Diego Piacentini, 55 anni, milanese, si è unito ad Amazon nel 2000 dopo una esperienza, anche in quel caso importante, alla Apple. Attualmente è vice presidente senior del Business Consumer International della società di Seattle, città dove vive e dove ancora vivrà facendo il pendolare da Roma. A partire da questa estate, infatti, trascorrerà due anni a lavorare pro bono in qualità di commissario per il digitale del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi.

Il primo a complimentarsi è stato ovviamente Jeff Bezos, che con un informale kudos (congratulazioni, dal greco) ha salutato uno dei suoi più stretti e fidati collaboratori, capace di gestire budget miliardari per la diffusione internazionale di Amazon, come ad esempio l’India, dove Piacentini ha lavorato molto negli ultimi tempi.

Ai complimenti di Bezos sono seguiti quelli di Matteo Renzi, che ha approfittato dell’ufficialità per invitare in Italia anche lo stesso Bezos «per parlare di innovazione».

Cosa farà

Difficile ora dire quali saranno compiti e obiettivi di Piacentini. Ci sarà tempo per stabilirlo e scoprirlo (fino a metà agosto sarà ancora in Amazon). Sicuramente il digital divide, tutti i piani di riforma digitale della pubblica amministrazione che comportano infrastrutture tecniche (Italia login, ad esempio) e poi i temi più avanzati dell’innovazione che toccano l’industria 4.0 saranno sul tavolo. Avrà successo? Non si può che augurarglielo, augurandolo a noi stessi.

Fonte: Amazon • Notizie su:
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  • 11/02/2016 alle 10:51 #517503

    Marco10
    Membro

    Speriamo che la burocrazia e la cronica mancanza di fondi non affossi anche Piacentini.

    11/02/2016 alle 14:52 #517683

    Marco Viviani
    Moderator

    Dici bene, Marco10. Piacentini ha avuto tutto dalla vita professionale, e ha l’età e le capacità giuste per fare una temporanea esperienza di impegno volontario; tutto sta a vedere però se glielo faranno fare, se avrà gli strumenti per farlo. Sicuramente una multinazionale è cosa molto diversa dall’amministrazione pubblica, tuttavia è il tipo di persona che se ha avuto questa idea e si è offerto vuol dire che pensa di poter arrivare a qualche risultato. Vedremo. Fino al 17 agosto sono soltanto parole. Dopo quella data, inizierà il percorso e noi siamo qui anche per seguirlo e valutarlo.