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40 parchi degli Stati Uniti su Google Street View

Per festeggiare i 100 anni del National Park Service, Google ha caricato su Street View le immagini panoramiche di 40 parchi da tutti gli Stati Uniti.

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Un’enorme quantità di foto panoramiche a 360 gradi è stata aggiunta al database di Street View. Oggi il servizio accoglie gli scatti realizzati in ben 40 parchi degli Stati Uniti. È il frutto di un’iniziativa messa in campo da Google in collaborazione con l’ente National Park Service, che nei mesi prossimi celebrerà il 100esimo anniversario della sua fondazione.

Basta un click (o un tap sul display di smartphone e tablet) per immergersi ad esempio nel parco di Alcatraz, in quello di Santa Cruz Channel Island o nel Montezuma Castle National Monument. Chi possiede un visore Cardboard, inoltre, può cimentarsi nell’esperienza sfruttando tutto il coinvolgimento della realtà virtuale. Non è tutto: il Google Cultural Institute ospita anche una collezione creata ad hoc con le immagini e le schede di 3.800 oggetti provenienti dai siti di oltre 350 parchi. Queste le parole di Sally Jewell, Segretario degli Interni dell’amministrazione Obama, a proposito dell’iniziativa.

Questa unione di tecnologia e storia permette a chiunque, da qualunque posto, di osservare siti e artefatti che offrono un assaggio della ricca storia d’America. La nostra speranza è che questa partnership non solo illustri ed elevi la nostra cultura nazionale, ma ispiri sempre più persone a visitare i molti luoghi che il National Park Service protegge e preserva per le generazioni correnti e future.

La collezione California National Parks

La collezione California National Parks

Ormai da diverso tempo, Street View non è più solo uno strumento per la navigazione nelle strade di tutto il mondo, ma è diventato anche una piattaforma utile per veicolare cultura e informazione. Grazie alla tecnologia del servizio, infatti, chiunque può intraprendere un tour di location che altrimenti non avrebbe la possibilità di visitare, in qualsiasi momento e stando comodamente seduto di fronte al monitor oppure sfruttando la versatilità dei dispositivi mobile.

Fonte: Google Cultural Institute • Via: TechCrunch • Notizie su:
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