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Nexus Space: il super-smartphone di Google

Uno scherzo realizzato da Google fa riferimento ad uno smartphone proveniente dal 2029 e chiamato Nexus Space, con 128 GB di RAM e processore 128-bit.

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Alcuni sviluppatori impegnati nell’ambito Android hanno visto comparire nella Developer Console una nuova sezione chiamata Reviews From Space, ovvero Recensioni Dallo Spazio per le applicazioni mobile. Al suo interno, il riferimento ad un dispositivo mai sentito in precedenza, uno smartphone dalle caratteristiche a dir poco eccezionali: il Nexus Space prodotto da Google.

Display con diagonale pari a 7,2 pollici (dunque grande quanto un tablet), risoluzione 3000×2000 pixel e densità 500 ppi, basato sul sistema operativo Android 6.0 Marshmallow ed equipaggiato con ben 128 GB di RAM ad affiancare un processore con architettura 128-bit. La recensione è curata da un presunto astronauta di nome Alex Scott, in orbita a 400 Km di distanza dalla Terra e con una velocità di 27.600 Km/h. Ovviamente, si tratta di uno scherzo, trapelato in Rete con eccessivo anticipo rispetto al primo aprile: la data del post riporta infatti 01/04/2029, dunque 13 anni nel futuro. Da notare anche che il rating dell’app non è espresso in stelle, bensì con delle icone a forma di razzo. Questo il testo che la accompagna.

La migliore applicazione nello spazio! Amo utilizzare Habit Tracker: Goals & To-do’s nello spazio. Comunque, mi piacerebbe avere un supporto migliore per Space Design a gravità zero: darò sei pianeti quando disponibile!

Le caratteristiche del fantomatico smartphone Nexus Space

Le caratteristiche del fantomatico smartphone Nexus Space (immagine: Android Police).

Curiosamente, la release della piattaforma è Marshmallow e nemmeno Android N, che debutterà probabilmente entro il prossimo autunno. Che sia un modo, da parte di bigG, per fare un po’ di autoironia sul problema della frammentazione che ancora affligge il proprio sistema operativo mobile? Il tutto potrebbe però essere interpretato come una conferma del fatto che la linea Nexus non è destinata a scomparire, come invece ipotizzato in passato.

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