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Google-Cina: il disgelo è durato meno di due ore

Per un lasso di tempo pari a circa 105 minuti, i servizi di Google sono risultati essere accessibili senza alcun filtro né censura dagli utenti cinesi.

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Nella serata di domenica, dalle 11:30 p.m. alle 01:15 a.m. circa (ora locale), gli utenti cinesi hanno avuto modo di accedere senza alcuna restrizione o filtro ai servizi e alle piattaforme di Google, in particolare al motore di ricerca. C’è chi ha interpretato l’avvenimento come la vittoria di chi da tempo sostiene la libera circolazione delle informazioni in Cina, dovendosi poi però ricredere.

Quanto accaduto sembra essere legato all’accensione di nuovi server allestiti da bigG per coprire il territorio asiatico (relativi ai domini .vn, .jp, .uk, .in, .ar, .es, .pk, .sa, .sg). Questi, caratterizzati da IP non bloccati dal Great Firewall del governo cinese, sono risultati accessibili per un periodo di circa 105 minuti. I navigatori hanno dunque aperto il motore di ricerca attraverso gli indirizzi Google.com, Google.com.hk, Google.com.vn e Google.com.sg, dandone la notizia su blog e social network. La piattaforma di posta elettronica Gmail è invece rimasta inaccessibile, così come Facebook, Twitter e YouTube. Questa la testimonianza di Li Yue, un ingegnere IT residente a Shenzhen.

Ho persino chiamato i miei amici per farli provare. Mi sono sentito così felice ed emozionato, anche se non ero sicuro si trattasse di un glitch temporaneo oppure di una variazione nella policy. Al momento, ho pensato in una rimozione del blocco nei confronti di Google e in un ritorno in Cina per la libertà di espressione.

Interpellato su quanto accaduto, il gruppo di Mountain View non ha fornito alcuna spiegazione tecnica. Non si è dunque trattato di un’apertura della Cina nei confronti di bigG, né del tanto chiacchierato ritorno dell’azienda californiana ad operare nel paese. Le speranze di quanti hanno creduto in una nuova forma di garanzia per la libertà d’espressione sono durate poco più di un’ora. Si ricorda che Google ha spostato i propri servizi dal territorio cinese a Hong Kong nel 2010, dopo aver registrato attacchi nei confronti dell’utenza Gmail e in seguito a vicende legate alla censura delle informazioni online.

Fonte: South China Morning Post • Notizie su:
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