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Google: più realtà aumentata che realtà virtuale

Il gruppo di Mountain View sembra puntare maggiormente sui progetti legati alla realtà aumentata piuttosto che su quelli dedicati alla realtà virtuale.

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L’interesse rivolto da Google nei confronti della realtà virtuale è ormai cosa nota: lo dimostra l’impegno profuso nella realizzazione e nel perfezionamento della tecnologia alla base di Cardboard, così come la creazione di una divisione VR interna ad Alphabet guidata da Clay Bavor. Senza contare la collaborazione con Mattel che ha portato sul mercato il nuovo View-Master. A quanto pare, però, il gruppo di Mountain View intenderebbe puntare maggiormente sulla realtà aumentata.

Dispositivi come Google Glass o Project Tango sembrano avere un’importanza prioritaria per bigG. A parlarne sono alcune fonti, rimaste anonime ma ritenute affidabili, sulle pagine della testata The Information. L’azienda californiana pare ritenere più interessante la possibilità di sovrapporre informazioni e immagini al campo visivo dell’utente, un po’ come avviene con il visore HoloLens realizzato dal concorrente Microsoft, anziché immergerlo in una realtà completamente virtuale come fanno HTV Vive, Oculus Rift, Samsung Gear VR e, appunto, lo stesso Cardboard. Il motivo? I sistemi VR richiedono obbligatoriamente di indossare device (spesso ingombranti e pesanti) che isolano completamente l’utilizzatore dall’ambiente reale che lo circonda.

La partnership con Lenovo per la commercializzazione dei primi prodotti basati su Project Tango sembra confermare il report odierno. Ciò nonostante, difficilmente Google abbandonerà la strada della realtà virtuale, poiché offre modalità di interazione inedite, immersive e coinvolgenti con i contenuti, soprattutto nell’ambito dell’intrattenimento multimediale o videoludico.

Maggiori informazioni ufficiali in merito potrebbero essere svelate il mese prossimo in occasione dell’I/O 2016: è stato proprio durante l’evento dedicato agli sviluppatori che due anni fa bigG ha svelato Cardboard. Lì sarà possibile capire se la realtà aumentata rappresenta davvero al “next big thing” per il gruppo californiano, la strada da percorrere per offrire soluzioni innovative sia nel mercato consumer che in quello legato alla produttività.

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