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Wind – 3 Italia: l’Europa posticipa la decisione

L'Unione Europea chiede ancora più tempo per decidere sulla fusione tra Wind e 3 Italia; il responso sarà dato entro il 18 agosto 2016.

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Fusione Wind – 3 Italia, l’Europa rimanda di un’altra settimana la decisione sull’operazione industriale che porterebbe alla nascita del più grande operatore, in termini di clientela, del mercato italiano. La Commissaria Vestage ha, infatti, chiesto un’ennesimo supplemento di indagini che ha fatto posticipare la data del verdetto sulla fusione al 18 agosto. Entro quella data o in quella data l’Unione Europa formulerà finalmente la sua decisione in merito all’operazione di fusione.

Una decisione, quella dell’Unione Europea non assolutamente scontata. L’attuale politica europea, infatti, non vede di buon occhio le fusioni che potrebbero comportare una diminuzione della concorrenza nei mercati interni e contestualmente un aumento dei prezzi per i clienti. Una difficoltà che stanno vivendo sulla loro pelle gli operatori inglesi Three e O2 che hanno intenzione di arrivare quanto prima alla fusione anche se l’Unione Europea non sembrerebbe essere d’accordo e potrebbe presto decidere di bloccarla. In Italia lo scenario è un po’ diverso ma anche in questo caso l’Unione Europea teme possibili aumenti di prezzi ed una diminuzione della concorrenza.

Proprio per questo gli organi europei stanno prendendo tempo in attesa di approfondire le indagini. Tuttavia, Vimpelcom che controlla Wind, ha fatto arrivare ai vertici europei il messaggio che in caso la fusione non andasse in porto non avrebbe le risorse per investire in Italia visto che allo stato attuale la copertura dei servizi LTE di Wind è tre volte inferiore a quella di TIM e cinque volte a quella di Vodafone.

Inoltre, 3 Italia non ha mai chiuso un bilancio in utile e sicuramente andrebbe immediatamente a guardare altrove ma non all’infinito visto che l’azienda non genera cassa sufficiente per acquistare asset durevoli.

Il messaggio che è arrivato all’Europa è dunque chiaro, 3 Italia e Wind da soli non possono reggere il confronto con TIM e Vodafone e dunque hanno la necessità di fondersi tra loro. Entro il 18 agosto si potrà sapere se anche l’Unione Europea è dello stesso avviso oppure no.

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