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Mark Zuckerberg: i bots supereranno l’uomo

Mark Zuckerberg vede un futuro pieno di bots in grado di assolvere meglio dell'uomo alcune specifiche mansioni.

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Mark Zuckerberg è tornato a parlare di intelligenza artificiale rispondendo ad alcune domande sul futuro dei bots applicati alla piattaforma Facebook Messenger. Il CEO e fondatore di Facebook ha evidenziato che l’aspetto su cui si stanno maggiormente concentrando è nel realizzare piattaforme informatiche che abbiano una migliore percezione di quella delle persone. In particolare stanno lavorando sui sensi principali delle persone come vedere e parlare. Per Mark Zuckerberg è possibile che da qui a dieci anni siano disponibili intelligente artificiali che utilizzino i sensi meglio di quanto possa fare l’uomo.

Affermazioni molto interessanti da cui possono derivare alcune considerazioni. Innanzitutto che Facebook immagina che nel breve periodo siano disponibili intelligenze artificiali che posseggano abilità fondamentali tipiche dell’uomo che permettono di interagire nel mondo e sopratutto che in futuro l’uomo in molte realtà lavorative sarà rimpiazzato da queste piattaforme che potranno gestire gli impegni meglio delle persone ed ad un prezzo inferiore. Zuckerberg, comunque, sottolinea che questo non significa che le intelligenze artificiali presto saranno capaci di pensare da sole ma solo che riusciranno a compiere al meglio una vasta gamma di compiti.

Questo perchè oggi è possibile creare una piattaforma in grado di effettuare uno specifico compito ma la stessa piattaforma non potrà in autonomia effettuare altre operazioni. Infatti, per poter arrivare a svolgere un determinato compito, l’intelligenza artificiale avrà, per il momento, ancora bisogno del lavoro dell’uomo.

Mark Zuckerberg, infatti, per il momento vede i bots come soluzioni ideali per il supporto clienti delle aziende. Facebook, dunque, crede molto nel valore delle intelligenze artificiali che senza ombra di dubbio saranno il prossimo obiettivo di un po’ tutti i gradi player del mercato dell’informatica. Infatti, sia Google che Microsoft stanno lavorando a progetti similari.

Fonte: The Verge • Notizie su: , ,
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