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Spotify: crescita rapida dal lancio di Apple Music

Spotify registra una crescita più rapida dall'apparizione di Apple Music sul mercato: la concorrenza fa bene allo streaming, lo spiega l'agenzia Reuters.

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La competizione è l’anima del mercato, anche nell’universo dello streaming. È quanto rivela Spotify nel commentare la performance segnata nell’ultimo dato, una rapida crescita forse anche dovuta all’apparizione di rivali come Apple Music. E le prospettive sembrano particolarmente rosee per il futuro: maggiori attori sul mercato si traducono anche in proposte più innovative e frizzanti per l’utenza, il tutto per un settore dalle grandissime potenzialità economiche.

Creata ormai 10 anni fa in quel di Stoccolma, Spotify è la piattaforma di streaming più famosa e popolare al mondo. Oggi conta quasi 100 milioni di utenti in più di 59 mercati e, a differenza di gran parte degli altri competitor sul mercato, il servizio prevede una modalità d’ascolto gratuita alimentata dall’advertising, oltre che le classiche sottoscrizioni a pagamento. E pare che proprio l’apparizione di rivali sul mercato dello streaming non rappresenti un timore per il colosso, bensì una forma di rinnovamento del settore del tutto gradita. Così ha spiegato Jonathan Forster all’agenzia Reuters, vicepresidente del gruppo nonché uno dei primi dipendenti, in merito all’arrivo di Apple Music:

È ottimo che Apple sia sul mercato. Sta certamente innalzando il profilo dello streaming. È difficile costruire un industria da soli. Da quando Apple Music è stato lanciato, siamo cresciuti più velocemente e abbiamo conquistato più utenti che mai.

Spotify è attualmente il leader incontrastato del mercato, con 30 milioni di utenti paganti. Apple Music raggiunge invece i 13 milioni, ma è doveroso considerato come il gruppo di Cupertino abbia raggiunto questa cifra in poco meno di un anno, una sorta di piccolo record per un nuovo attore sul mercato. Seguono quindi molti altri servizi analoghi, come Pandora e Tidal, ma anche la concorrenza di Google con YouTube e Google Play Music. Sempre all’agenzia Reuters, però, Forster spiega come un settore sempre più affollato non sia probabilmente sostenibile nel lungo periodo, poiché gli utenti tenderanno a concentrarsi su pochissimi servizi di maggior successo:

La storia di Internet mi suggerisce che probabilmente non vi saranno molti attori significativi sul mercato, forse qualche piccolo caso di nicchia, forse un servizio di streaming di musica classica. È un business molto difficile.

I ritmi di crescita di Spotify non sono però stati rivelati nel dettaglio, anche se la società ha spiegato come possa contare su un tasso di conversione tra utenti gratuiti e paganti del 25-30%. Nel frattempo, in merito al lancio di nuove possibilità video, Forster conferma come il gruppo probabilmente continuerà a investire in business adiacenti o sovrapponibili al proprio.

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