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Antitrust UE: sanzione da 3 miliardi a Google?

Multa record per bigG: l'UE potrebbe sanzionare il gruppo con una cifra senza precedenti, a conclusione dell'indagine riguardante il motore di ricerca.

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3 miliardi di euro. Potrebbe ammontare a tanto la sanzione commissionata dall’antitrust europea a Google, per i comportamenti attuati dal motore di ricerca e ritenuti penalizzanti per la concorrenza. Va precisato che la notizia non è ufficiale, ma un’indiscrezione riportata nel fine settimana sulle pagine del Telegraph, attribuita a fonti ben informate (rimaste anonime) e non confermata dalle parti in causa.

Si tratterebbe di una multa record, di gran lunga superiore rispetto a quella da 1,1 miliardi di euro applicata a Intel nel 2009. La cifra non sarebbe ancora stata stabilita con esattezza, ma stando alle normative del vecchio continente potrebbe arrivare ad un massimo di 6,6 miliardi di euro, ovvero il 10% del fatturato annuo della società. Una decisione che arriverebbe al termine di un’indagine lunga oltre sei anni, fatta di accuse e tentativi (da parte di bigG) non andati a buon fine di trovare un compromesso. L’annuncio potrebbe essere formalizzato nel corso del mese prossimo da Bruxelles.

Oltre a dover corrispondere la cifra prevista dalla sanzione, Google sarebbe chiamata a modificare gli algoritmi che generano le SERP (pagine dei risultati) in modo da riservare lo stesso trattamento ai propri servizi e a quelli dei competitor. È questa la linea dura imposta dal commissario Margarethe Vestager, meno propensa ad accettare accordi con le aziende accusate di violazioni delle norme antitrust rispetto al predecessore Jaoquin Almunia. Ulteriori indagini potrebbero essere messe in campo in futuro, con un focus mirato su particolari settori delle ricerche online, come quelli relativi alle informazioni di viaggio o alle mappe stradali.

Nel caso in cui l’indiscrezione di oggi dovesse rivelarsi fondata, il gruppo di Mountain View avrebbe comunque la possibilità di fare ricorso presso la Corte di Giustizia Europea. Va precisato che l’indagine a cui si fa riferimento non è quella che il mese scorso ha portato ad una comunicazione degli addebiti legata all’ecosistema Android.

Fonte: The Telegraph • Via: Reuters • Notizie su:
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