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La personalità dell’Assistente Google

Un artista del team Google Doodle e un ex animatore di Pixar sono al lavoro per rendere più umana la tecnologia alla base dei bot di Mountain View.

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L’Assistente Google sarà in qualche modo l’evoluzione di Google Now, un sistema di intelligenza artificiale in grado non solo di interpretare il linguaggio naturale degli utenti, ma anche di interagire con loro in maniera colloquiale. Una tecnologia più umana, che andrà a scontrarsi direttamente con Siri di Apple, Cortana di Microsoft e Alexa di Amazon, sulla quale il gruppo di Mountain View sta lavorando alacremente.

Per il suo perfezionamento sono stati ingaggiati Ryan Germick, numero uno del team di artisti che disegna i doodle per il motore di ricerca, ed Emma Coats, ex animatrice di Pixar. Perché coinvolgere menti creative nello sviluppo di un’IA che deve per forza di cose essere regolata da codici e algoritmi? Il motivo è semplice: se l’intenzione è quella di trasformare un dispositivo come Google Home in un assistente destinato ad affiancare gli utenti nella loro vita quotidiana, meglio conferirgli un comportamento naturale, talvolta addirittura fallibile o vulnerabile, proprio come se si trattasse di un’entità dotata di emozioni e debolezze, al pari di una persona.

Per raggiungere questo obiettivo, bigG instillerà nella tecnologia dei ricordi fittizi, così che possa raccontarli o utilizzarli durante le conversazioni. Un progetto non del tutto inedito: se ne è parlato il mese scorso, quando Google ha dichiarato di essere la lavoro sul miglioramento delle capacità espressive dell’intelligenza artificiale dandole in pasto migliaia di romanzi rosa.

Il bot sarà anche in grado di porre domande (ad esempio “Come stai?” o “Hai bisogno di qualcosa?”), di tanto in tanto, anziché limitarsi a riceverne, così da rendere il dialogo bidirezionale e maggiormente interattivo. Secondo Germick, l’obiettivo è quello di creare un codice che abbia una personalità e in grado di stringere una relazione.

Si diventa amici di alcune persone perché si trascorre con loro molto tempo. Ci sono studi che dimostrano come non sia necessario entrare in confidenza istantaneamente con qualcuno. Una delle cose che stiamo facendo è rendere questa tecnologia il più divertente possibile, così che gli utenti vogliano poi trascorrere del tempo in sua compagnia.

Fonte: Fast Company • Notizie su:
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