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Mobilità urbana: la situazione in Italia

Un nuovo rapporto Istat fotografa, attraverso la lente di numeri e statistiche, la situazione attuale della mobilità urbana sul territorio italiano.

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Mentre c’è chi immagina un’evoluzione della mobilità urbana basata sull’integrazione di tutti i servizi all’interno di una singola applicazione, bisogna fare i conti con le problematiche che ancora oggi affliggono chi è chiamato a muoversi quotidianamente nei centri abitati. Per meglio comprendere la situazione attuale è utile dare uno sguardo ai numeri contenuti in un nuovo rapporto Istat.

Trasporto pubblico

Focalizzando l’attenzione sul trasporto pubblico locale (TPL) e in particolare sugli autobus, emerge che nei capoluoghi di provincia i mezzi in circolazione sono 79 ogni 100.000 abitanti, una quota in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Tra questi, il 22,4% può essere considerato ecologico, poiché spinto da un motore alimentato (nella quasi totalità dei casi) a metano o GPL. Una crescita è registrata anche per il trasporto su ferro: +2,6% per il tram presente in 12 città e addirittura +10,6% per la metropolitana, accessibile in sette città, sei delle quali hanno apportato ampliamenti alla rete nel corso dell’ultimo quinquennio.

Segno negativo, invece, per l’offerta complessiva di TPL, che passa da 4.787 a 4.423 posti/Km per abitante, ripartiti in modo decisamente poco equo in base alla latitudine: 5.722 al nord, 4.931 al centro e 2.163 al sud. Ciò nonostante, la spesa sostenuta dai comuni è salita (dal 2008-2010 al 2012-2014) da 97 a 137 euro pro capite, mentre nello stesso periodo quella per gli investimenti è scesa da 68 a 41 euro pro capite. Restando in tema, la velocità commerciale degli autobus è in media 19,5 Km/h, ma scende a 16,6 Km/h all’interno dei grandi centri.

Prendendo in considerazione tutto il paese, gli utenti che abitualmente si affidano ad autobus, filobus e tram per muoversi sono circa un decimo nella fascia d’età superiore ai 14 anni (12% al nord, 15% al centro e 9% al sud), mentre nelle aree metropolitane la quota sale a un terzo. Il livello di soddisfazione è più alto al nord, mentre si fa critico al centro e soprattutto al sud, in particolare nelle grandi città. Tra gli aspetti positivi messi in luce dalla ricerca figurano la velocità e la frequenza delle corse, mentre sono bocciati il costo dei biglietti, la comodità e la distribuzione delle fermate, così come la pulizia delle vetture.

Passando ai taxi, nei capoluoghi di provincia il numero delle licenze attive è pari a 12,4 ogni 10.000 abitanti (la media sale a 19,5 nei comuni più popolati), in lieve flessione rispetto a quanto registrato nel 2012.

Il mercato dell’auto

Nei capoluoghi di provincia si trovano 603 auto ogni 1.000 abitanti (in discesa per il terzo anno consecutivo), anche se per la prima volta dal 2009 il numero di vetture di nuova immatricolazione sale (addirittura del 7,5%). Le auto elettriche, invece, sono ancora poco diffuse (solo tre ogni 1.000 nel 2014), a causa anche di una rete di colonnine per la ricarica delle batterie non ancora all’altezza.

Aree pedonali e ciclabili

Per ogni 100 abitanti, in Italia, ci sono 36,5 metri quadrati di aree pedonali e per ogni 100 Km quadrati si trovano 19,4 Km di piste ciclabili. In crescita del 9,7% la superficie occupata dalle zone a traffico limitato (ZTL), così come le cosiddette Zone 30 a traffico pedonale privilegiato, oggi presenti in un totale di 66 capoluoghi.

Car sharing e bike sharing

Prende piede il concetto di auto condivisa: il car sharing è in forte aumento, con oltre 4.000 veicoli in circolazione sulle strade di 23 città, merito della costante diffusione di servizi come Enjoy che stanno plasmando un nuovo modello di mobilità, maggiormente sostenibile per la collettività, rottamando l’idea che un veicolo di proprietà sia assolutamente necessario per muoversi in ambito urbano. Lo stesso vale per il bike sharing, con più di 11.000 biciclette (il doppio rispetto al 2011) in 60 città di tutto il paese. Non ci sono informazioni, invece, su iniziative lanciate più di recente come quelle legate alla condivisione degli scooter.

Incidenti

Il rapporto Istat si chiude con un cenno alla mortalità su strada: il numero di decessi è sceso nei capoluoghi a 4,6 ogni 100.000 abitanti, mentre prendendo in considerazione tutto il territorio italiano è pari a 5,6. La maggior parte avviene in auto, poi su motociclo e infine in bici. Tra i pedoni, invece, nel 2014 si sono registrati 1,2 morti e 69 feriti ogni 100.000 residenti nei capoluoghi.

Fonte: Istat • Notizie su: ,
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