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L’Open Government ha il suo portale

Online il nuovo sito su trasparenza e innovazione della p.a.: gli open data non servono senza obiettivi e regia, consultazione fino al 31 agosto.

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Trasparenza, partecipazione e innovazione sono i pilastri dell’amministrazione che usa i dati a favore della cittadinanza. L’Italia era (ed è) piuttosto arretrata sull’open government, ora però ha realizzato un portale dove confluiscono tutte le iniziative in questa materia e coincide con il lancio di una consultazione su un piano di attuazione nel triennio 2016-2018.

Il portale del governo open.gov.it è ovviamente occasione per lanciare la riforma della pubblica amministrazione. Si tratta, in un certo senso, della fusione, in basso, delle iniziative che si sono srotolate in questi ultimi tempi, dal FOIA ai vari portali per i cittadini, dagli open data (seguito dall’Agid, come d’altronde molti altri) alle varie innovazioni come Soldipubblici, Opencantieri, OpenExpo, tutti siti che puntano sulla trasparenza della pubblica amministrazione. C’è però bisogno di una sistemata, altrimenti il rischio è una babele di open data – la premessa di tutto quanto – senza una regia. Da qui l’esigenza, nella parte alta, politica, di aderire sempre più ai criteri della Open Goverment Partnership con dei propri piani di attuazione. Dopo i primi due e un buon risultato nel 2014 quando l’Italia si è attestata al 4° posto alla prima edizione degli OGP Awards, è arrivato il tempo di un nuovo piano, il terzo piano d’azione (pdf).

L’importanza dello staff

Quando si parla di questi siti e degli obiettivi di governo c’è sempre il rischio di restare alle parole e non passare ai fatti. Si può giudicare bene, al momento, la creazione di uno staff di persone preparate, in attesa di vedere eventuali miglioramenti nelle statistiche globali. Ricordando però che l’ultimo Global Open Data Index del 2015 ha premiato l’Italia facendole guadagnare otto posizioni nella classifica mondiale per l’apertura dei dati pubblici, dal 25° al 17° posto. Insomma, il trend è positivo. Il dipartimento della Funzione Pubblica, cioè il dicastero guidato da Marianna Madia, ha scelto nomi che sono passati anche da Webnews coi loro pareri da esperti in diverse occasioni, come Claudio Cesarano ed Ernesto Belisario, entrambi molto impegnati sul fronte del Foia, il digital champion Riccardo Luna, Marco Bani dell’Agid. Cosa faranno? È lo stesso Belisario, avvocato esperto di tecnologie, a spiegarlo oggi in un suo post: è l’inizio di un percorso dove sarà centrale la risposta di tutti gli interessati, la qualità del forum che resterà attivo e il lavoro del team. Tra le curiosità, si segnala la proposta di una norma precisa sui whistleblower.

Fonte: Open Gov • Notizie su:
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