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KickassTorrents risorge grazie ai cloni

KickassTorrents risorge grazie a dei cloni; la rinascita evidenzia come sia difficile sradicare il fenomeno della pirateria.

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KickassTorrents è stato chiuso dalle autorità americane ed il suo fondatore è stato fermato ed arrestato. Tuttavia, come successo in altri casi simili in passato, queste azioni non frenano la diffusione dei siti pirata. A seguito della chiusura di KickassTorrents, sono sorti immediatamente alcuni cloni tra cui uno creato direttamente da IsoHunt chiamato Kickasstorrents.website ed un secondo chiamato Kat.am. The Verge ha contattato i creatori di Kat.am che hanno spiegato come il loro nuovo sito è hostato direttamente all’interno di più server cloud per poter prevenire eventuali altri tentativi di oscuramento.

Il contatto anonimo ha spiegato che sono stati apportati dei miglioramenti rispetto al vecchio KickassTorrents implementando anche una versione mobile ma che il database è rimasto immutato. Difficile, comunque, capire come evolveranno questi cloni di KickassTorrents, se cioè andranno avanti o se saranno chiusi a loro volta. Il dato oggettivo che, comunque, traspare da queste iniziative è che non è possibile sradicare completamente i siti dedicati alla pirateria da internet, ma si può, comunque, provare a scoraggiare altre persone a seguire la medesima strada. Si ricorda, che le accuse mosse al fondatore di KickassTorrents sono estremamente pesanti e vanno dall’infrazione delle regole sul copyright al riciclaggio di denaro sporco.

Secondo l’accusa, KickassTorrents avrebbe distribuito contenuti protetti da copyright come film e musica per un controvalore di circa 1 miliardo di dollari. Complessivamente, il portale dedicato al file sharing avrebbe fatturato oltre 16 milioni di dollari in pubblicità.

Comunque, se anche KickassTorrents è tornato online grazie ai suoi cloni, il futuro per il suo fondatore Artem Vaulin rimane decisamente molto incerto.

Fonte: The Verge • Notizie su:
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  • 22/07/2016 alle 21:02 #578185

    Massimo
    Membro

    La notizia è decisamente positiva. Di fronte all’arroganza delle multinazionali dell’editoria e a organizzazioni coma la SIAE, che col loro potere e i loro soldi controllano i governi, questa è l’unica controparte a difesa dei consumatori.

    I diritti d’autore sono solo un falso scopo, una frottola che viene raccontata agli ingenui: di fatto agli autori va molto poco, spesso nulla: tutto scompare nelle fauci di queste organizzazioni che in tutti i paesi sono molto poco controllate. Forse perché nell’immaginario collettivo sono associate alla cultura e quindi sono guardate con molto rispetto dagli ignoranti, che di fatto costituiscono la gran parte della popolazione (in particolare in Italia, dove le scuole sono rimaste all’Ottocento).

    A chi ha dei dubbi suggerisco di vedere come le multinazionali hanno condizionato la UE ad estendere il diritto d’autore per un periodo assurdo, ben oltre la morte dell’autore. O a vedere come Bondi e Franceschini hanno foraggiato vergognosamente la SIAE, rapinando il disgraziato settore dell’informatica, già tanto malmesso in Italia. E cosa ci sia in realtà dietro alla SIAE si capisce bene vedendo su Youtube i reportage della Gabanelli.