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Apple vende meno iPhone, ma non è un problema

Vendite iPhone in calo nel Q3 2016 di Apple, ma la performance dell'azienda rimane comunque in crescita, sopra alle aspettative iniziali di Wall Street.

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Apple sopra le aspettative, ma le vendite iPhone si imbattono in una frenata. Questo potrebbe essere il riassunto dei risultati di Apple per il Q3 del 2016, presentati nella tarda serata di ieri, rispetto al fuso italiano, dal gruppo di Cupertino. E nonostante gli smartphone targati mela morsicata subiscano un calo per il secondo trimestre consecutivo, fra gli analisti rimane comunque ottimismo per i futuri risultati dell’azienda.

Il primo dato rilevante è quello relativo all’utile netto, pari a 7.8 miliardi di dollari e corrispondente a 1.42 dollari per azione di diluita, per un fatturato globale di 42.4 milioni di dollari. Una cifra inferiore rispetto ai 49.6 registrati l’anno precedente, quando Apple segnò uno dei suoi traguardi storici in un trimestre primaverile solitamente blando per l’azienda, ma comunque superiore alle aspettative di mercato e di Wall Street, con analisi della vigilia attorno ai 40 milioni di dollari. Per questo motivo, nonostante i dispositivi in caduta, la borsa statunitense sembra aver risposto positivamente alla trimestrale, con azioni stabili e leggermente in crescita.

Nel corso del Q3, Apple ha venduto 40.4 milioni di iPhone, contro i 47.5 milioni dello scorso anno. Si tratta del secondo trimestre consecutivo di frenata per gli smartphone targati mela morsicata, una questione che non sembra tuttavia rappresentare un problema per la società di Cupertino. Innanzitutto, va sottolineato come questo trimestre storicamente rappresenti un fisiologico arresto per la vendita di iPhone poiché, con l’avvicinarsi dell’estate, i consumatori tendono ad aspettare le novità dei successivi modelli. Inoltre, non bisogna dimenticare come le cifre raggiunte lo scorso anno siano state una sorpresa per la stessa azienda californiana, anche in relazione alle sue guidance, quindi è normale che il confronto si faccia sentire. Infine, a pesare è anche la generazione dei dispositivi attuali: il traino del 2015 è stato determinato dalle novità introdotte da iPhone 6, effetto quest’anno limitato dalla minore portata dell’edizione “S”. È altrettanto palese, però, come Apple non possa di certo adagiarsi sugli allori, anche in considerazione di un autunno forse più complesso rispetto al solito, qualora davvero iPhone 7 non dovesse rappresentare una rivoluzione rispetto ai suoi predecessori.

Anche la linea iPad segna un lieve calo, così come da alcune trimestrali a questa parte, ma meno corposo rispetto alle previsioni degli esperti, segno di come la scommessa di iPad Pro da 9.7 pollici abbia portato risultati positivi. Sono 9.74 milioni gli esemplari, con un calo del numero delle vendite del 7%, ma un aumento dei guadagni del 9%: questo spiega come la linea consenta al gruppo di Cupertino dei margini interessanti. I Mac, infine, segnano 4.25 milioni di esemplari venduti.

Tim Cook ha commentato positivamente i risultati del quarto, sottolineando anche una buona risposta per iPhone SE, sebbene i dati di vendita di questo esemplare non sono stati resi noti nel dettaglio:

Siamo felici di annunciare dei risultati del terzo quarto capaci di riflettere una più forte domanda dai consumatori e una performance di business più alta rispetto a quanto avevamo anticipato a inizio del trimestre. Abbiamo vissuto un lancio di iPhone SE davvero di successo e siamo entusiasti della risposta dei clienti e degli sviluppatori rispetto alle novità sul software e sui servizi che abbiamo presentato alla WWDC di giugno.

Nel frattempo, tengono e crescono i servizi: App Store, e l’universo correlato, è infatti cresciuto del 19% su base annua.

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