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Apple Music: finisce l’era delle esclusive?

L'era dello streaming in esclusiva potrebbe essere giunta al capolinea: l'ultimo album di Frank Ocean, disponibile su Apple Music, apre la polemica in UMG.

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Dal lancio del servizio nel giugno del 2015, Cupertino ha fortemente puntato sulle release in esclusiva per spingere Apple Music. La piattaforma di streaming musicale è stata proprio inaugurata da un’esclusiva, quella di Pharrell Williams, per poi procedere nell’ultimo anno con altri artisti di punta quali Drake, M.I.A., un accordo di distribuzione speciale con Taylor Swift e, da pochissimi giorni, anche con l’acclamato album di Frank Ocean. Eppure l’era dei contenuti distribuiti unicamente da un singolo portale di streaming potrebbe essere giunta al termine, almeno per quanto riguarda gli artisti nel rooster di Universal Music Group. E la causa potrebbe essere proprio “Blonde”, l’album di Ocean rilasciato pochi giorni fa sui lidi sonori di Apple.

Il caso di Frank Ocean risulta emblematico, tanto che si ipotizza possa aver generato un uragano fra le fila delle più disparate etichette discografiche. L’artista, dopo il successo di “Channel Orange”, ha rilasciato lo scorso 19 agosto il visual album “Endless” per Def Jam Records, una delle tante etichette appartenenti a UMG. Così facendo, avrebbe assolto ai suoi impegni di contratto con Universal e, per questo motivo, il giorno successivo ha pubblicato l’opera “Blonde” in esclusiva per iTunes e Apple Music, una produzione completamente indipendente per l’etichetta Boys Don’t Cry. Una sorpresa che pare non sia stata particolarmente gradita da UMG, tanto che la società sarebbe pronta a vietare ai suoi artisti altri accordi speciali con le piattaforme di streaming, soprattutto a livello globale.

Secondo quanto riportato da Billboard, sebbene si tratti di informazioni da prendere con le pinze poiché non ufficialmente confermate da UMG, il CEO Lucian Grainge avrebbe deciso di escludere, per il futuro, la sottoscrizione di contratti in esclusiva con servizi di streaming singoli, forse per prevenire altri casi simili a “Blonde”. Una scelta, quest’ultima, che avrebbe già coinvolto popstar del calibro di Lady Gaga: il futuro album, anticipato nel mese di settembre con il rilascio del singolo “Perfect Illusion”, sembra non verrà concetto in esclusiva a nessun servizio di ascolto online, da Apple Music a Spotify, passando per Tidal. E data l’importanza di un gruppo come Universal, sempre che le notizie emerse negli USA trovino controprova, non si esclude le altre major possano fare altrettanto, seguendone l’esempio.

Per questa analisi, non sono particolarmente rilevanti le scelte interne di UMG, né le eventuali conseguenze per Frank Ocean, qualora ve ne fossero. Quel che emerge è, invece, come Cupertino rischi di perdere uno dei suoi fattori di punta, quello che ne ha permesso di superare facilmente i 15 milioni di sottoscrittori paganti in poco meno di un anno. Le tante esclusive che la società è riuscita a ottenere, di cui è emblematica è quella con Taylor Swift, hanno infatti permesso al servizio di crescere e diventare un lido più appetibile rispetto ai competitor. Qualora le major optassero definitivamente per la morte e il funerale delle esclusive, è probabile che il mercato dello streaming subisca un ulteriore livellamento, rimescolando le carte in tavola per tutti gli attori di settore. Cosa accadrà?

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