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Wiko, sensazioni premium per dispositivi pop

Ufeel Prime è il nuovo top di gamma dei francesi: ottime rifiniture, leggero e dal prezzo interessante, mentre appare meno forte la versione Fab.

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Wiko continua a passare belle sensazioni con i suoi prodotti. Che azzeccano sempre il design, fattore aggiunto che colloca gli smartphone della gamma Ufeel a cavallo fra esperienza di livello e approccio giovane, colorato, pop. 

Non fa eccezione il primo dei due modelli visti e provati a Berlino in occasione dell’IFA 2016. Si tratta di Ufeel Prime, il nuovo top di gamma del brand francese, perfetto per chi non ama la deriva phablet oltre i 5 pollici (display Full HD) e pretende un dispositivo elegante ma non troppo serioso. La scocca unibody in alluminio, disponibile in tre colori (il migliore è l’antracite ma ci sono anche argento ed oro), passa al tatto davvero un’ottima qualità. Insomma l’idea è di trovarsi fra le mani un prodotto di livello pagato il giusto.

Sul livello, oltre all’estetica, lavorano ovviamente le specifiche (dal processore octacore che muove il telefono alle 4GB di Ram passando per la fotocamera da 13megapixel) e la resa effettiva nell’uso, dalla rapidità del sistema alla buona performance del display (luminosità a 460 nit) anche in un contesto complicato e fatto di sola illuminazione artificiale come quello di una fiera. Senza contare l’utilità delle impronte digitali

Insieme al Prime Wiko ha presentato anche Ufeel Fab. Se il primo è entusiasmante, questo secondo taglia un po’ troppo le prestazioni portando al contempo il display a 5,5 pollici. Il design non tradisce le idee del gruppo, ovviamente, e la batteria da 4.000 mAh lo salva. Ma le specifiche come il display HD (e il prezzo) lo piazzano fra i dispositivi da combattimento, anche per l’effetto al tatto. D’altronde fa ricorso alla plastica per bordi e cornici, contrariamente al Prime, del tutto in alluminio. Feeling completamente opposto.

Insieme ai telefoni Wiko ha esordito col suo primo smartband (anche se l’anno scorso aveva già partorito uno smartwatch), WiMate. Il segmento dei dispositivi indossabili per il fitness è solidamente guidato da Fitbit, che per giunta alla fiera ha presentato i nuovi (e notevoli, sotto ogni punto di vista) Charge 2 e Flex 2 in una serie di versioni anche “gioiello”, dunque è complesso infilarsi con qualcosa di originale e sconvolgente. Ma la sensazione al polso è discreta: WiMate è leggerissimo e sottile, può essere la soluzione per chi non voglia uno smartwatch ma desideri tenere sotto controllo movimento e salute. Ma c’è ancora da sviluppare il software.

La carrellata di novità si conclude con tre accessori raccolti sotto il cappelo WiShake: auricolari wireless, speaker interessante (specie per i bassi) e cuffie Bluetooth. Ma sono ambiti presidiatissimi da una quantità di concorrenti. Difficile spiccare, specialmente per le cuffie e gli auricolari, più azzeccato lo speaker anche se una delle tendenze emerse dai nuovi smartphone è stata l’attenzione al suono proprio nell’ottica di far fuori i diffusori. Ma il target, va tenuto in mente, è molto chiaro. E questo potrebbe decretarne la buona riuscita.

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