QR code per la pagina originale

IFA 2016: Samsung Gear S3 provato in anteprima

Batteria, materiali di pregio e funzioni smart, ecco perché il Gear S3 può trainare il settore smartwatch (in attesa del nuovo Apple Watch).

,

Modelli su misura per diversi target, materiali premium e un incremento di funzioni a bordo per rendere lo smartwatch autonomo dallo smartphone. È la sfida di Samsung, pronta a convincere i consumatori sulla bontà del Gear S3, che arriverà a breve nelle due versioni Frontier e Classic, vicini nell’hardware e nel funzionamento, diversi per design e pubblico di riferimento. Lanciati nella spettacolare cornice del Tempodrom di Berlino alla vigilia di IFA, la più importante fiera hi-tech d’Europa insieme al Mobile World Congress di Barcellona, i due smartwatch segnano un deciso passo in avanti nella scommessa fatta tre anni fa dall’azienda coreana: elevare lo smartwatch a nuovo segno distintivo di chi ama un mix di alto livello tra tecnologia, fashion e attività fisica.

I miglioramenti sono evidenti rispetto al Gear S2, perché il Classic è il più riuscito esempio di un dispositivo da polso che ricalca l’estetica dei tradizionali orologi, mentre per gli sportivi il Frontier è una delle soluzioni più complete e avanzate rispetto ai fitness tracker sul mercato.

Al di là del design, aspetto peraltro fondamentale nella scelta di un accessorio da sfoggiare al polso, dal GPS integrato alla batteria maggiorata, passando per il display always-on e il nuovo vetro protettivo Gorilla Glass SR+ di Corning, le novità sono molte e di rilievo.

Contare su un’autonomia di quattro giorni, maggiore resistenza ai graffi e agli agenti atmosferici (non solo gocce d’acqua e polvere, perché con la certificazione IP68 si parla anche di mezzora in acqua e profondità fino a tre metri), uno schermo che mostra orario e informazioni base in ogni momento senza mai oscurarsi e un GPS che rompe la dipendenza dallo smartphone anche per il monitoraggio dei parametri fisici, sono aspetti che amplificano le attenzioni dei consumatori verso il Gear S3.

Si può discutere su alcune scelte, come una cassa da 46 millimetri bella da vedere ma un po’ ingombrante sul polso, oppure sul cinturino in pelle del Classic che dona eleganza ma pure una sensazione di minore resistenza al sudore (al contrario del Frontier che, con il cinturino in silicone, è perfetto per l’uso). Certo è che il problema si può evitare in fase di acquisto in base alle esigenze del singolo cliente, a seconda di chi predilige la comodità durante gli allenamenti oppure uno stile ricercato per la quotidianità in ufficio.

Resta però un piccolo dubbio estetico: se i due pulsanti esterni concorrono a offrire l’immagine di uno smartwatch vicino allo stile dei tradizionali orologi, la corona sulla versione Classic appare meno lussuosa rispetto alla cassa in acciaio e al cinturino in pelle da 22 millimetri.

A proposito di novità, la ghiera girevole permette di gestire il Samsung Gear S3 senza toccare il display: basta un piccolo movimento della corona per accettare o rifiutare una chiamata in arrivo, silenziare una notifica, scorrere i menu e lanciare le applicazioni, salvare dei memo vocali. Tutto è facilmente gestibile e l’interfaccia è davvero intuibile. Che si tratti di esplorare i menu o scorrere le varie app, ogni passaggio è rapido, con tanto di leggerissima vibrazione a segnalarlo.

Insomma, è un modo semplice, veloce ed efficace per muoversi tra molteplici servizi e applicazioni, destinate ad ampliarsi considerando che Samsung si è detta pronta a offire più di 10.000 app ottimizzate per smartwatch e divise per tema (nei modelli provati a Berlino c’erano per esempio le app di CNN, Uber, Scandinavian Airlines).

Per divertirsi c’è invece la funzione che converte in automatico scritte e disegni creati sullo schermo (Super AMOLED da 1,3 pollici, con risoluzione 360 x 360 pixel) in testi ed emoji, mentre, in caso di emergenza, le funzioni SOS e localizzazione consentono di contattare in modo immediato i contatti preimpostati per allertare i soccorsi senza passare dal telefono: si possono sfruttare microfono e altoparlante incorporato per chiamare oppure spingere tre volte il tasto fisico inferiore posizionato sulla destra del quadrante per condividere la posizione grazie a Glympse (la funzione dovrebbe essere disponibile all’inizio solo in Usa e Corea).

Va detto, per onore di cronaca, che la fluidità nel passaggio fra una complicazione e l’altra e il loro utilizzo sono stati per lo più buoni, ma talvolta si sono verificati dei rallentamenti. Avendo avuto poco tempo a disposizione, non è chiaro il motivo, ma potrebbe benissimo trattarsi allo status di pre-realise dei sample disponibili in fiera.

Un intervento importante è stato eseguito anche sulla batteria, che passa dai 250 mAh del Gear S2 ai 380 mAh del Gear S3. Un incremento di oltre metà capienza, garanzia per chi utilizza lo smartwatch in modo intenso e prezioso per evitare di doverlo ricaricare ogni notte, anche perché Samsung sostiene che quindici minuti di ricarica sono sufficienti per ottenere dieci ore di utilizzo.

Lato connettività, oltre al GPS, ci sono il Bluetooth e il WiFi, ma anche NFC e la tecnologia MST per i pagamenti sicuri via Samsung Pay, né mancano i soliti giroscopio, accelerometro, barometro e cardio-frequenzimetro. Da notare l’espansione della RAM, che passa da 512MB a 768MB, mentre i 4GB di memoria interna sono utili per archiviare immagini, clip audio e brani musicali.

Basato sul sistema operativo Tizen OS, versione 2.3.2, il Gear S3 integra il sistema di sicurezza Samsung Knox ed è il primo smartwatch ad aprirsi agli sviluppatori che potranno sfruttare le peculiarità della piattaforma di sicurezza per creare nuove applicazioni, specie in campo business, settore cui i coreani guardano con interesse per ampliare l’ambito d’uso dei nuovi orologi hi tech.

Commenta e partecipa alle discussioni