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Commissione Europea: ora tocca a WhatsApp

Il commissario Vestager apre un altro fronte rivelando che la Commissione intende chiedere informazioni a Facebook riguardo ai dati di WhatsApp.

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Se c’è un fatto ormai compreso da tutta la stampa internazionale sull’amministrazione Juncker, è che il commissario destinato a prendere le prime pagine sarà Margrethe Vestager. La responsabile dell’antitrust ha inaugurato già da tempo un percorso estremamente netto nei confronti delle multinazionali presenti nel vecchio continente, e dopo aver puntato su Google e Apple, ora nel mirino entra Facebook. In una intervista a Bloomberg, la politica danese ha annunciato di aver chiesto al social network informazioni sulle modifiche sull’uso dei dati raccolti con WhatsApp. E si capisce che l’idea che i dati siano uniti non le piace.

La commissaria non si è occupata ai tempi della fusione tra Facebook e WhatsApp, un dossier che non ebbe particolari ostacoli ad avere l’ok per quella acquisizione. Ora però la Vestager è convinta che la modifica dei termini d’uso – un cambiamento tutt’ora molto discusso – per concedere alla società controllante (Facebook) di profilare pubblicità coi dati di quelle controllate (Instagram, WhatsApp) costringa a un follow-up tra Europa e California. Il motivo? «Il fatto che i dati non fossero uniti agli altri», ha spiegato a Bloomberg, «fu un fattore decisivo nel via libera all’acquisizione». In altri termini, ora la Commissione vuole vederci chiaro e si passerà tutto al vaglio del Gruppo Articolo 29, l’organismo collettivo composto dal governo europeo più i garanti della protezione dei dati dei paesi membri dell’Unione.

Il tema è emerso dopo che la stessa Commissaria era stata incalzata su Der Spiegel a proposito delle lamentele dell’autorità garante tedesca. Ci ha pensato, adesso è ufficiale: Bruxelles indagherà su questo passaggio, sul quale sia Facebook che WhatsApp dicono essere più che tranquilli. L’azienda di Zuckerberg ha emanato un breve comunicato nel quale ribadisce di voler collaborare, come sempre, con la Commissione. WhatsApp, dal canto suo, ha già detto all’indomani del famigerato passaggio che il sistema di messaggistica resta incardinato ai principi di sicurezza dei dati, a partire dalla crittografia end-to-end, e ha ricordato che gli utenti possono scegliere – ma c’è tempo fino a fine mese – di non condividere le informazioni con il social network, deselezionando una voce nelle impostazioni.

Fonte: Bloomberg • Notizie su: ,
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  • 12/09/2016 alle 06:16 #593195

    rico
    Membro

    Una commissione d’ingenui, ecco cos’è. Quando FB, servizio gratuito che guadagna con la profilazione degli utenti, ha comprato Whatsapp, ugualmente gratuito e ugualmente profilante, cosa pensavano che volesse farci, il brodo? Era ovvio che avrebbero incrociato i dati, e lì era il momento di impedire la fusione. Ormai è tardi per fare i finti offesi.

    Riguardo alla scelta di non condividere, FB/Whatsapp dovrebbe spiegare 1)perchè è così ben nascosta fra le impostazioni e 2)perchè deve avere un termine temporale.

    La crittografia end-to-end non c’entra nulla, riguarda le comunicazioni fra un utente e l’altro, non i log e la posizione dell’ utente.