QR code per la pagina originale

Amazon e Pandora: streaming musicale economico?

Abbonamenti mensili da 4,99 dollari (o euro) potrebbero attirare l'attenzione dei tanti che oggi si affidano alle formule free di streaming musicale.

,

Se da un lato le piattaforme di streaming stanno letteralmente trainando un mercato della musica che progressivamente e inesorabilmente assiste al declino del supporto fisico (nonostante una ripresa del vinile), dall’altro in molti lamentano una spesa eccessiva per la sottoscrizione degli abbonamenti premium ai servizi. Nel vecchio continente il costo è solitamente fissato in 9,99 euro al mese.

Presto le cose potrebbero cambiare, grazie alle possibili iniziative messe in campo da due colossi come Amazon e Pandora. Partiamo da quest’ultima realtà, meno conosciuta in Europa poiché opera solamente negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda. Si tratta di una Internet Radio basata su playlist curate da un team di esperti e compilate a seconda dei gusti personali dell’utenza, che non permette però di selezionare direttamente quali brani o album ascoltare. Il gigante dell’e-commerce, invece, lo conoscono tutti, così come il suo attuale servizio legato alla formula Prime.

Ebbene, rumor odierni vorrebbero Amazon in procinto di lanciare una nuova soluzione stand-alone, sempre da 9,99 dollari (o euro) al mese, ma del tutto svincolata dalla propria offerta Prime. In altre parole, ritorna in auge l’indiscrezione circolata in Rete all’inizio dell’estate. Per i possessori degli speaker della linea Echo, il prezzo sembra poter essere dimezzato, a 4,99 dollari al mese.

Secondo le voci di corridoio, invece, Pandora lancerà una nuova proposta premium che consentirà di saltare tramite skip un numero maggiore di brani non desiderati rispetto a quello attuale. L’ascolto, però, in questo caso avverrà solo online, senza supporto alla modalità offline. La spesa mensile sarà anche in questo caso di 4,99 dollari.

Soluzioni di questo tipo, più economiche rispetto agli abbonamenti oggi in circolazione, potrebbero stuzzicare l’appetito dei milioni di utenti che ora si affidano alle formule free offerte da piattaforme come Spotify, accessibili gratuitamente, ma che costringono all’ascolto delle inserzioni pubblicitarie.

Fonte: The New York Times • Via: SlashGear • Notizie su: ,
Commenta e partecipa alle discussioni