QR code per la pagina originale

Apple non acquisirà Tidal

Apple non acquisirà Tidal, il servizio di streaming musicale di Jay-Z e soci: è quanto conferma Jimmy Iovine in una recentissima intervista.

,

Apple non acquisirà il servizio di streaming rivale Tidal. Le indiscrezioni circolavano ormai da parecchie settimane e, sulla questione, qualche tempo fa è intervenuto anche il rapper Kanye West, con una serie di interventi lanciati su Twitter. Secondo quanto riporta BuzzFeed News, però, Jimmy Iovine avrebbe smentito le speculazioni apparse sulla stampa.

In riferimento alla notizia lanciata lo scorso giugno dal Wall Street Journal, Iovine ha specificato come Apple non sia interessata all’acquisizione di Tidal, per un’eventuale integrazione nei servizi di Apple Music.

Stiamo davvero correndo la nostra singola gara. Non stiamo cercando di acquisire nessun servizio di streaming.

Così come sempre BuzzFeed News sottolinea, il dirigente Apple non avrebbe smentito eventuali contatti passati con la piattaforma di Jay-Z, quest’ultima in comproprietà con diversi artisti della scena musicale mondiale. Ma, a quanto sembra, le indiscrezioni emerse sulla stampa, nonché gli appelli pubblici di Kanye West, sarebbero risultati del tutto irrilevanti. Al momento, però, nessun commento è stato rilasciato dalle parti di Tidal, anche se una nota alla stampa potrebbe non tardare: chissà che non sia lo stesso West, sempre dai social network, a parlarne.

Apple Music, la piattaforma di streaming musicale di Cupertino, conta oggi ben 17 milioni di sottoscrittori paganti, un traguardo raggiunto in poco più di un anno dal lancio del servizio. La guerra con Tidal, e con altri servizi di streaming analoghi come Spotify, si è giocata in questi dodici mesi sul fronte delle esclusive. Mentre Tidal ha puntato proprio su West e su Beyoncé, con l’ultimo “Lemonade”, Apple ha strappato collaborazioni con Pharrell Williams, M.I.A., Drake, Taylor Swift e molti altri. Sembra, tuttavia, che l’era delle esclusive sia ormai giunta a conclusione: le polemiche sorte per la pubblicazione di “Blonde” di Frank Ocean, di cui si è parlato recentemente, avrebbero spinto alcune etichette a non accettare più distribuzioni solo su una singola piattaforma.

Commenta e partecipa alle discussioni