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Netflix: rivoluzione delle donne sui media

Netflix celebra le donne protagoniste delle sue produzioni autoctone e lancia un guanto di sfida a Hollywood: la narrazione al femminile è cambiata.

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«Siamo ottimiste, impavide, coraggiose, forti e implacabili». Le donne di Netflix si riuniscono per l’ennesimo omaggio voluto dal colosso dello streaming, con una campagna promozionale inaugurata in occasione degli ultimi Emmy e scandita dal motto “She Rules”. E sebbene l’iniziativa stringa certamente l’occhiolino al pubblico e alla conquista di nuovi sottoscrittori, rimane innegabile il ruolo avuto dalle piattaforme di streaming nel modificare l’immagine dell’universo femminile sul piccolo schermo. Le donne sono centrali nelle narrazioni targate Netflix e, soprattutto, lontane dai facili stereotipi della classica produzione televisiva. Merito, questo, della grande libertà creativa che lo streaming garantisce, rispetto alle regole più rigide del mercato generalista dei contenuti.

La campagna in questione mostra tutte, o quasi, le protagoniste femminili delle serie autoctone targate Netflix. Dalla Regina Elisabetta, per l’atteso “The Crown” in arrivo sulla piattaforma nel mese di novembre, fino all’entusiasmo dell'”unbreakable” Kimmy Schimidt, passando per le detenute di Litchfield, la giovanissima Jane “Eleven” Ives di “Stranger Things” e molte altre ancora. E con un record di 54 nomination proprio agli ultimi Emmy, il colosso mondiale dello streaming ne approfitta per lanciare il suo nuovo guanto di sfida all’establishment a stelle e strisce: la comunicazione femminile è cambiata e Hollywood non potrà far altro che prenderne atto.

Sin dalla sua entrata nell’universo della distribuzione online di contenuti, ormai nel lontano 2008, Netflix ha sempre puntato sulle protagoniste al femminile. Donne forti, indipendenti e autodeterminate, lontane dal ruolo sussidiario a cui di frequente vengono relegate dalle classiche produzioni di Hollywood. Le donne di Netflix non sono l’ombra di un grande uomo, personaggi di supporto, bensì sono le regine incontrastate della produzione autoctona. E anche quando affiancano un protagonista maschile, si pensi a “House of Cards”, rimangono centrali ed essenziali nella narrazione. D’altronde, cosa sarebbe Frank senza Carrie Underwood?

L’apripista è stato “Orange The New Black”, un prodotto quasi completamente declinato al femminile e, forse non a caso, anche tra i più amati e seguiti della piattaforma. Netflix ha voluto mostrare donne lontane dai luoghi comuni, nella loro forza ma anche nelle loro fragilità, tra l’altro non dimostrando alcun timore nell’abbattere alcuni dei muri invisibili tutt’ora eretti in quel di Hollywood, quali il tema dell’amore saffico o quello dell’universo transgender. E se con “Grace&Frankie” il colosso ha voluto sottolineare come le donne mature non necessitino di una figura maschile per essere soddisfatte e felici, con “Jessica Jones” le ha fatte diventare supereroine.

La campagna è stata accolta positivamente sui social network, dove è stata apprezzata sia dal pubblico femminile che da quello maschile. E mentre si attende di scoprire l’ultima scommessa in questa direzione, quella sulla Regina Elisabetta, non resta che unirsi all’inno del colosso: “Here’s to the women who rule our screens”.

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Fonte: Creativity Online • Immagine: YouTube • Notizie su: ,
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  • 23/09/2016 alle 20:31 #597789

    Massimo
    Membro

    Questi discorsi sessisti mi lasciano sempre più convinto della stupidità umana. Io preferirei distinguere le persone in intelligenti e stupide, capaci o incapaci, ignoranti o colte. Tutto questo non ha nulla a che vedere col sesso delle persone.

    Pensiamo alle quote rosa: una immensa idiozia se non ci sono abbastanza donne in grado di occupare al meglio una certa posizione. Non si può imporre dall’alto la preparazione e la capacità: sono caratteristiche personali che vanno valutate senza pensare al sesso, altrimenti incentiviamo solo una discriminazione a danno dei più capaci.