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Snowden su Google Allo: non aprite quell’app (up.)

L'ex tecnico CIA si schiera apertamente contro la nuova applicazione di Google, definendola non sicura per le modalità di gestione delle conversazioni.

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Ieri il debutto di Allo, la nuova applicazione di Google dedicata alla messaggistica istantanea, arricchita da un sistema di intelligenza artificiale che funge da assistente fornendo informazioni e dialogando con l’utente. In molti ne hanno accolto a braccia aperte il lancio, intravedendo la possibilità di trovarvi una valida alternativa a client ben più noti come WhatsApp. Tra questi, di certo, non figura Edward Snowden.

Aggiornamento: a fondo articolo la posizione ufficiale di Google sulla questione.

L’ex tecnico CIA è intervenuto su Twitter con un post tanto sintetico quanto chiaro: “non usate Allo”. Non è difficile immaginare quali siano le ragioni che hanno spinto l’informatico statunitense a lanciare il monito. Si parla ancora una volta di privacy, più precisamente delle modalità di gestione dei messaggi inviati e ricevuti attraverso l’app.

In occasione dell’annuncio, all’I/O 2016 di maggio, bigG ha dichiarato che per le conversazioni effettuate con la modalità Incognito sarebbe stata impiegata la crittografia end-to-end, rendendo dunque impossibile intercettare e leggere il contenuto dei messaggi nel loro percorso dal mittente al destinatario, mentre senza attivarla sarebbe stato utilizzato un metodo crittografico che avrebbe permesso a Google di salvare temporaneamente i messaggi sul loro server durante la consegna, senza però associargli alcuna identità.

Le cose sono in realtà cambiate: tutte le conversazioni effettuate al di fuori della modalità Incognito vengono registrate e conservate sui server di Mountain View. Una variazione mai ufficialmente annunciata da Google, scoperta solamente in seguito al lancio dell’applicazione.

Da scaricare gratuitamente oggi: Google Mail, Google Maps e Google Surveillance. Questo è #Allo. Non usate Allo.

Quali sono i rischi, dunque, in termini concreti? Secondo Snowden, le chat salvate sui server possono essere consultate da organizzazioni governative nel caso di indagini, mettendo così a repentaglio la privacy degli utenti. Negli Stati Uniti, nel corso dell’ultimo anno, NSA ha ottenuto l’autorizzazione per intercettare circa 1.500 conversazioni. Va chiarito che, attivando la modalità Incognito di Allo, l’applicazione impiega lo stesso protocollo di crittografia utilizzato da software come Signal, definiti sicuri e a prova di agenzia governativa dallo stesso Snowden.

Questa la posizione ufficiale di Google sulla questione. Il gruppo di Mountain View sottolinea la possibilità, offerta agli utenti, di eliminare in qualsiasi momento singoli messaggi o intere conversazioni.

Abbiamo garantito agli utenti che utilizzano Google Allo trasparenza e controllo sui loro dati. Il nostro approccio è semplice: la cronologia della chat viene salvata per l’utente fino a quando questi sceglie di eliminarla. In Allo, è possibile eliminare singoli messaggi o intere conversazioni. Inoltre, la modalità in Incognito è integrata nel prodotto, lasciando così agli utenti la decisione di attivare o meno la crittografia end-to-end per i propri messaggi. È infine possibile impostare un timer per eliminare automaticamente da Allo i messaggi sia sul proprio dispositivo sia su quello della persona con cui si sta chattando.

Fonte: Edward Snowden su Twitter • Via: The Next Web • Notizie su:
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  • 23/09/2016 alle 19:40 #597783

    Massimo
    Membro

    E chi se ne frega della tanto decantata privacy? A me non importa nulla se la CIA legge i miei messaggi. E nemmeno se li legge lo stato italiano: tanto se devono rubarci dei soldi accertando cose del tutto inesistenti sono capacissimi di farlo lo stesso. In Italia è solo il disgraziato cittadino che deve provare di tutto quando i funzionari pubblici cercano di estorcere tasse e penali non dovute per adeguarsi ai target imposti dall’alto (vedi trasmissioni di Report a questo proposito).

    Anzi io odio la privacy, da quando il cosiddetto Garante ci ha imposto tonnellate di carta inutile da firmare per qualunque cosa facciamo: pensiamo alla stupidità di firmare un documento per autorizzare la nostra banca a prendere i nostri dati tutte le volte che si richiede un servizio. Solo dei burocrati di stato possono avere queste idee, dato che conoscono molto poco il mondo reale.