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Venti miliardi di ecommerce

Positivo il trend di crescita del commercio elettronico in Italia, che registra +18% e finalmente si nota qualcosa di più del turismo e dell'elettronica.

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Se si vuole conoscere lo stato dell’eCommerce in Italia, in particolare i numeri, bisogna chiedere agli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. E quando escono i report su uno dei suoi due lati, in questo caso il più popolare (e popolato), cioè il B2C – business to consumer – vanno letti con attenzione. Il convegno di stamattina alla Bicocca ha confermato il trend: ogni anno il sistema paese guadagna un punto percentuale di penetrazione nelle imprese e quasi il venti per cento di fatturato. Anche le voci dell’eCommerce si stanno sganciando dal solito menù.

Nel 2016 un quarto degli acquisti online si è concluso attraverso smartphone o tablet. Stanno crescendo in Italia tipologie come l’home living, che ha scontrini molto più alti della media. L’editoria è arrivata a 687 milioni di euro. Anche scorrendo velocemente il report degli Osservatori, si capisce che “eppur si muove”: l’acquisto di servizi (assicurazioni, couponing di servizi, ricariche, ticketing per eventi, turismo e trasporti) vale 10,6 miliardi di euro, mentre quello di prodotti (abbigliamento, beauty, arredamento e home living, editoria, merchandising, informatica ed elettronica) 9 miliardi di euro; 120 milioni di ordini di prodotti, 45 milioni di ordini di servizi dicono che in Italia vale sempre l’effetto trascinamento dei settori forti come turismo ed elettronica di consumo, ma si nota molto bene come sta evolvendo la distribuzione della domanda e il contributo di crescita per ogni comparto. Più cross border oltre che cross device.

Riccardo Mangiaracina, direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm -Politecnico, lo paragona ai mercati stranieri:

Si sta lentamente avvicinando, dove la componente di domanda legata ai prodotti è intorno al 70%.

I numeri

L’eCommerce B2c continua a crescere. Nel 2016 il valore degli acquisti online degli italiani fa segnare un +18% per un giro d’affari che sfiora i 20 miliardi di euro, tra prodotti (9 miliardi) e servizi (10,6 miliardi). Il turismo si conferma il primo comparto con una quota del 44% e una crescita del 10%. Seguono elettronica di consumo, che vale il 15% e cresce del 28%, e abbigliamento, che vale il 10% e cresce del 27%. Si rivela sempre più importante il contributo dei settori emergenti (cibo, arredamento, beauty, giocattoli), che insieme valgono oltre 1,5 miliardi di euro e crescono con tassi compresi tra il 30% e il 50%.

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Oggi alla Bicocca a Milano l’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm ha organizzato il convegno intitolato “eCommerce B2c in Italia: esame di maturità per l’offerta”.

I web shopper italiani, ossia i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell’anno, crescono del 7% e raggiungono quota 19 milioni, pari al 60% circa degli internet user. Tra questi, gli acquirenti abituali, quelli che effettuano almeno un acquisto al mese, raggiungono i 12,9 milioni e generano il 91% della domanda totale con uno scontrino di tutto rispetto: 1382 euro ciascuno. Significa che il Belpaese ha recuperato terreno? Non proprio. I principali mercati dei paesi continentali e mondiali sono almeno quattro volte superiori, la capacità di crescita delle imprese che si sono digitalizzate – perché l’eCommerce è prima di tutto digital transformation in un paese di pmi – è tutt’ora imparagonabile a quanto succede all’estero. Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation, durante le diverse tavole rotonde dell’evento di oggi, lo ha ribadito:

Servono capacità di investimento e di innovazione per rendere sempre più semplice e appagante l’esperienza di acquisto, pazienza (intesa come consapevolezza di non poter essere profittevoli da subito), e coraggio (ossia credere con determinazione di potercela fare).

Acquirenti, dispositivi e modalità di pagamento.

Acquirenti, dispositivi e modalità di pagamento sono tendenzialmente “europei”, sia per il mobile commerce, sempre più importante, sia per il peso delle tecnologie di vendita e di supporto.

Trasformazione digitale

Lo si è sempre ribadito, anche sulle pagine di Webnews: il commercio elettronico è per antonomasia trasformazione digitale dell’impresa. Lo è più di tutti gli altri stimoli legislativi o culturali, perciò da qui passano anche gli altri ambiti, compresi quelli complessi come la cybersecurity, la data protection, il risk managament. Un commento interessante su questi dati come cartina di tornasole delle vittorie sulle resistenze culturali è quello di di Claudio Raimondi, General Manager di eBay in Italia:

La tesi secondo cui l’eCommerce sarebbe difficile, costoso e pericoloso per il commercio offline è un falso mito. La tecnologia e il commercio online oltre a essere in assoluto degli acceleratori di business giocano anche un ruolo importante nel superare le tradizionali divisioni geografiche. In questo il Sud Italia può essere un esempio. Se analizziamo la “densità digitale” (ovvero quante aziende operano online in un dato territorio geografico) o il clima di ottimismo delle imprese italiane, riscontriamo che regioni tradizionalmente ai margini della crescita del Paese – pensiamo al Sud e alle Isole – figurano ai primi posti quando si parla di crescita imprenditoriale tramite il digitale. Questo è un dato estremamente significativo. E lo stesso dicasi per il dato relativo alla crescita dei venditori su eBay (+19% nell’ultimo anno) e alla loro distribuzione che va, ancora una volta, a premiare regioni quali la Campania, che guida la classifica, ma anche la Puglia e la Sicilia che entrano nel podio.

Fonte: Osservatori • Notizie su:
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