QR code per la pagina originale

Exomars, l’impatto a 300 Km/h della Schiaparelli

La NASA ha pubblicato le prime foto che confermano la caduta della sonda Schiaparelli su Marte; l'impatto sarebbe avvenuto a 300 Km/h.

,

La conferma sulla sorte della sonda Schiaparelli è arrivata sebbene non ci fossero dubbi di sorta sulla sua fine. Il lander della missione Exomars che aveva il compito di esplorare il suolo marziano si è schiantato a circa 300 Km/h. La NASA ha diffuso un’immagine a bassa definizione scattata dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), in orbita attorno al pianeta rosso, che ha individuato la zona dell’impatto. Nell’immagine è facilmente identificabile il paracadute ed a poco distanza il cratere dell’impatto. Tuttavia, sebbene non ci siano più dubbi, presto arriveranno anche le immagini ad alta definizione che permetteranno di analizzare con maggiore attenzione l’area dell’impatto.

Nel frattempo, gli scienziati continuano a studiare i dati ricevuti dalla sonda per capire esattamente cosa sia successo e perché i razzi d’atterraggio si sono accesi solamente per pochi secondi non consentendo, così, il corretto atterraggio della sonda Schiaparelli. Eppure, nonostante l’insuccesso dell’atterraggio della sonda, c’è comunque molta soddisfazione per i risultati della missione. Schiaparelli, infatti, è “atterrato”, anche se non correttamente, nell’area prevista e l’ingresso nell’atmosfera è stato come da calcoli. Anche il paracadute ha funzionato molto bene rallentando la sonda. Senza il problema la missione avrebbe avuto pieno successo ma anche così sono stati raccolti dati molto preziosi che permetteranno di affinare il prossimo step della missione previsto per il 2020. L’errore, infatti, sarebbe stato del computer e non un qualche problema tecnico di cattiva progettazione.

Exomars, l'impatto a 300 Km/h della Schiaparelli

Exomars, l’impatto a 300 Km/h della Schiaparelli (immagine: ESA).

Insomma, la corsa verso Marte dell’uomo prosegue e l’incidente della Schiaparelli consentirà di acquisire tutti quei dati che permetteranno di progettare sonde sempre più efficienti in grado di far atterrare in piena sicurezza i lander per l’esplorazione ed in futuro anche le prime missioni umane.

Fonte: La Repubblica • Notizie su: ,
Commenta e partecipa alle discussioni