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Adobe: Project VoCo, il Photoshop per la voce

La software house ha mostrato il funzionamento di un algoritmo avanzato in grado di aggiungere o togliere una o più parole da una registrazione vocale.

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Se c’è un software per il quale Adobe è oggigiorno conosciuta è senz’altro Photoshop, divenuto un vero e proprio punto di riferimento per tutto ciò che riguarda l’elaborazione delle immagini e il fotoritocco. Il portfolio di prodotti del gruppo è però ben più ampio e, nell’offerta, non mancano nemmeno gli strumenti dedicati all’editing audio, come Audition, versatile e multifunzionale. Con Project VoCo, però, l’azienda di San Jose intende compiere un passo in più.

Può essere definito come il “Photoshop per la voce”, poiché applica alla manipolazione del flusso audio lo stesso approccio oggi impiegato nella modifica delle immagini. In breve, è in grado di aggiungere o togliere parole dalle frasi pronunciate e da una registrazione vocale come se si stessero clonando o correggendo i pixel di una fotografia. Ad occuparsene è la divisione Research della società, in collaborazione con un team della Princeton University. Si tratta in definitiva di un sintetizzatore vocale evoluto, che tiene conto della voce dello speaker, dell’inflessione, del contesto, della cadenza e di numerosi altri parametri per far sì che la modifica non sia percepita da chi ascolta.

Quando si registrano voci fuori campo, dialoghi e narrazioni, le persone spesso tendono a cambiare o inserire una o più parole, per errore o semplicemente perché gli piace farlo. Abbiamo sviluppato una tecnologia chiamata Project VoCo che permette di digitare una o più parole che si desidera cambiare o inserire in una registrazione. L’algoritmo si occupa di tutto e il risultato sembra generato dalla voce originale dello speaker.

L'interfaccia di Project VoCo durante una demo

L’interfaccia di Project VoCo durante una demo

La presentazione è avvenuta a cura dello sviluppatore Zeyu Jin, sul palco della conferenza Adobe MAX andata in scena ieri a San Diego (California). Di seguito una breve dimostrazione. Non è dato a sapere se né quando Project VoCo diventerà un software destinato al mercato. Di certo, il suo impiego potrebbe andare ben al di là dell’editing delle voci fuori campo e non mancherà di far discutere: si pensi ad esempio alla possibilità di modificare il discorso di un esponente politico.

Fonte: Creative Bloq • Via: The Verge • Notizie su:
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