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Netflix, nuove speranze in Cina

Nuove speranze per lo sbarco di Netflix, e altri colossi statunitensi, in Cina: le autorità locali avrebbero incontrato i big per la produzione di show.

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Netflix, il colosso statunitense dello streaming, è sbarcato in centinaia di nazioni mondiali all’inizio del 2016. Fra queste, tuttavia, non figura la Cina: per il grande Paese asiatico, infatti, servono delle autorizzazioni apposite dal governo centrale, licenze che lo specialista dell’intrattenimento online non avrebbe ancora ottenuto. Qualche settimana fa il CEO dell’azienda, Reed Hastings, ha confermato come i progressi in tal senso siano stati molto scarsi, sebbene la società non abbia abbandonato i progetti per espandersi in un mercato asiatico talmente importante. Qualcosa, tuttavia, potrebbe essere cambiato nel corso di questa settimana: le testate statunitensi riportano l’avvenuto incontro tra rappresentanti del governo cinese e i big dell’intrattenimento a stelle e strisce, tra cui HBO e proprio Netflix, per la produzione di alcuni contenuti.

Secondo quanto riportato, Yang Zheng della SARFT, l’autorità cinese per la supervisione dell’industria radiotelevisiva, avrebbe incontrato dei rappresentanti di Netflix, HBO, Warner Bros e della Producers Guild of America nel corso dell’ultima settimana. L’obiettivo, la creazione di partnership per la produzione di show destinati al mercato cinese, affinché siano compatibili con le normative locali, anche e soprattutto in termini di censura.

Una simile proposta, così come spiega il Los Angeles Times, potrebbe però di difficile realizzazione per i big a stelle e strisce. Innanzitutto, le normative cinesi impongono ai colossi internazionali di limitare il loro catalogo a non più del 30% di contenuti esteri. Questi, inoltre, devono essere ovviamente vagliati per rispettare la rigida censura, tant’è che un paio di anni fa il governo ha imposto l’eliminazione della serie TV “Empire” dalle piattaforme di streaming. Non ultimo, pare che i rappresentanti cinesi abbiano chiesto espressamente di non riadattare formati esteri, quali i talent come “The Voice”, bensì produrre esternamente dei contenuti che siano sostanzialmente autoctoni.

Sebbene nessuno dei colossi interpellati abbia, almeno al momento, commentato gli incontri con le autorità cinesi, questa potrebbe essere l’occasione tanto attesa da Netflix per entrare ufficialmente in un mercato così complesso. Non è però automatico che il big dello streaming segua questa strada, poiché gli investimenti per la produzione di show cinesi potrebbe andare a detrimento della più remunerativa sottoscrizione internazionale, considerato come la gran parte delle serie autoctone del gruppo rischia di rimanere esclusa dai confini della nazione. Se non altro, questi incontri segnano il primo e importante passo da parte della nazione, confermando la volontà di aprirsi, seppur lentamente, agli show occidentali.

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