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Donald Trump: “Tim Cook mi ha telefonato”

In un intervento per il New York Times, Donald Trump avrebbe affermato di aver ricevuto una telefonata da Tim Cook a seguito dei risultato delle elezioni.

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[UPDATE]: nel pomeriggio il New York Times ha reso noti alcuni dei contenuti della telefonata, tra cui dei possibili incentivi per riportare la produzione Apple negli Stati Uniti.

Tim Cook e Donald Trump si sarebbero sentiti nelle giornate immediatamente successive alle elezioni presidenziali statunitensi. È quanto ha affermato il neoeletto Presidente in una recente intervista, sebbene i contenuti della loro conversazione non siano stati resi noto ai media. La questione, tuttavia, ha incuriosito la stampa a stelle e strisce, considerate anche le dichiarazioni rilasciate da Trump sul conto di Apple nell’ultimo anno.

In occasione di un’intervista per il New York Times, il neoeletto Donald Trump ha confermato di aver ricevuto, nelle giornate successive alla sua vittoria contro Hillary Clinton, delle telefonate sia da Tim Cook che da Bill Gates. Come già anticipato, i contenuti delle conversazioni non sono stati resi noti alla stampa, ma pare abbiamo riguardato “questioni considerate rilevanti da entrambi”. La dichiarazione ha sollevato una certa curiosità negli Stati Uniti, sia a seguito delle affermazioni di Trump sul conto di Apple, che in merito alla lettera che Cook ha inoltrato ai dipendenti poco dopo l’elezione del nuovo Presidente.

Il tutto è cominciato lo scorso gennaio, quando Trump, in occasione di un incontro pubblico presso la Liberty University in Virginia, aveva rilasciato dichiarazioni forti sul conto di Apple, promettendo agli elettori di riportare la produzione degli iDevice negli Stati Uniti. Per farlo, Trump aveva ipotizzato l’introduzione di dazi sulle importazioni dalla Cina, anche con percentuali del 35%. Questa possibilità, tuttavia, è stata di recente smentita dagli economisti a stelle e strisce, i quali hanno sottolineato come l’imposizione di tasse sull’import non spetti al Presidente, se non per un massimo di 150 giorni in condizioni di grave emergenza economica e con rincari non più del 15%.

Un mese più tardi, l’attuale Presidente aveva preso parola per commentare la contrapposizione tra Apple e l’FBI, relativa allo sblocco di un iPhone 5C impiegato durante la sparatoria di San Bernardino. In quel frangente, Apple si era opposta alla creazione di una speciale backdoor, per proteggere la privacy di tutti gli utenti, una scelta supportata dalla grande maggioranza degli altri colossi del settore dell’informatica. Trump, tuttavia, aveva richiesto strenuamente un intervento diretto da parte della Mela, proponendo addirittura di “boicottare Apple finché non daranno quella password”. Un’uscita, quest’ultima, che non aveva però trovato grande supporto dall’opinione pubblica e, in particolare, dagli esperti di sicurezza e privacy a stelle e strisce.

Sebbene non siano noti i contenuti dell’anticipata telefonata, chissà che il contatto voluto da Tim Cook non serva per garantire rapporti più distesi durante questa Presidenza. D’altronde, nella lettera inviata dallo stesso CEO ai dipendenti, Cook aveva promesso di voler andare avanti con serenità e ottimismo, nonostante le sfide del futuro, continuando a portare avanti la bandiera dei valori di uguaglianza e apertura che Apple rappresenta.

Fonte: AppleInsider • Immagine: Pixabay • Notizie su: , ,
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