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Magic Leap: tanto fumo e niente arrosto?

La promettente tecnologia di Magic Leap non è ancora pronta: ad oggi, di fatto, nessuno ha mai avuto modo di testare di persona le capacità del visore.

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Di Magic Leap si parla ormai da qualche anno. Il team ha ricevuto finanziamenti per centinaia di milioni di dollari, anche da Google, con l’obiettivo di progettare una tecnologia immersiva dedicata sia all’intrattenimento che alla produttività. Una sorta di mixed reality, più simile a quella del visore HoloLens di Microsoft che ai vari HTC VIVE, Oculus Rift, PlayStation VR, Cardboard e Daydream.

A conti fatti, però, ad oggi nessuno ha ancora avuto modo di metterla alla prova. Nell’ottobre 2015 l’azienda ha pubblicato il video in streaming di seguito, definendone il contenuto come “una normale giornata in ufficio”, trascorsa fra la consultazione delle email ricevute e sessioni di gioco in cui combattere robot ostili che sbucano dalle pareti. All’inizio e alla fine del filmato è possibile vedere il logo di Weta Workshop, società neozelandese specializzata in effetti speciali già al lavoro, tra le altre cose, sulla trilogia de Il Signore degli Anelli. Si trattava dunque di un concept, più che di una demo, il cui scopo principale era quello di stimolare l’interesse degli addetti ai lavori e reclutare personale da impiegare nella realizzazione del progetto.

In aprile, invece, è stata condivisa la clip visibile qui sotto, che Magic Leap dichiara essere stata registrata facendo ricorso esclusivamente alla tecnologia del visore, senza alcun tipo di intervento in fase di post-produzione. Meno sorprendete, forse, ma in ogni caso suggestiva.

Il prodotto sembra comunque essere ancora ben lontano dal mercato. Secondo quanto riportato sulle pagine di The Information, il sistema (depositato come brevetto) basato su fibre ottiche da Magic Leap non funzionerebbe come sperato e il team sembra aver incontrato qualche problema nel ridurre le dimensioni del dispositivo, per trasformare il caschetto mostrato nella proprietà intellettuale in qualcosa di più compatto, portatile e comodo da indossare. Il CEO Rony Abovitz ha parlato di un device “PEQ” più piccolo, senza però mostrarlo in azione e senza svelarne i dettagli tecnici.

Difficilmente Magic Leap farà il suo debutto sul mercato a breve sotto forma di prodotto commerciale. C’è da augurarsi che il progetto, nonostante qualche comprensibile difficoltà di progettazione, non venga abbandonato e mantenga le proprie promesse, apportando una buona dose di innovazione agli ambiti della realtà aumentata, della realtà virtuale e della mixed reality.