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Neil Young: il brand Pono e lo streaming musicale

Il rocker canadese entrerà nel mercato dello streaming musicale con un servizio che punterà tutto su una qualità elevata dell'esperienza di ascolto.

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71 anni suonati, letteralmente, eppure Neil Young sembra non aver alcuna intenzione di abbandonare i palchi, quelli dei concerti e quelli virtuali del mondo online. Nel corso di un’intervista rilasciata alla redazione del Rolling Stone, il musicista annuncia che il progetto Pono presto evolverà con il lancio di un servizio di streaming musicale.

Il brand, dopo essersi fatto notare con la commercializzazione di alcuni lettori in grado di riprodurre i brani senza compromessi dal punto di vista della qualità (in formato lossless, non compresso), arriverà dunque a competere con big del settore del calibro di Spotify, Apple Music e Google Play Musica. Al momento non è dato a sapere quando avverrà il debutto: il team di Pono è al lavoro per ottenere da major ed etichette discografiche le licenze necessarie alla trasmissione delle canzoni. Avviata anche una collaborazione con una società non meglio precisata per sviluppare un sistema in grado di garantire una qualità d’ascolto elevata anche sugli smartphone che nativamente non supportano un output audio come quello dei player in questione.

Riemergeremo come un servizio di streaming e un’offerta di download di musica in alta definizione. Offriremo il meglio di quanto disponibile. Brani a piena risoluzione, con un suono fantastico.

Da capire anche quale sarà il prezzo richiesto per l’abbonamento. La strada che intende percorrere Neil Young è la stessa già imboccata dal suo collega Jay Z con Tidal, che offre lo streaming musicale in alta definizione con un costo di abbonamento pari al doppio rispetto a quello delle piattaforme standard, ottenendo fino ad ora un riscontro forse al di sotto delle aspettative.

Nel mese di luglio lo store di Pono, ovvero la piattaforma attraverso la quale erano venduti i brani e gli album destinati ai dispositivi del brand, è stato chiuso, in seguito all’acquisizione del fornitore del servizio (Omnifone) da parte di un misterioso compratore e ad oggi non è ancora tornato online.

Fonte: Rolling Stone • Notizie su: ,