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Steve Jobs contro Flash: parla un ex dipendente

Un ex dipendente Apple svela le ragioni di Steve Jobs per il rifiuto a Flash: non solo problemi software, ma anche contatti difficoltosi con Adobe.

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Non è di certo un segreto: Steve Jobs, il compianto leader di Apple, non ha mai particolarmente amato Flash di Adobe. Tant’è che lo standard per le animazioni sul web, molto popolare negli scorsi anni, non è mai approdato su iOS, al contrario di Android. Le ragioni alla base di questo rifiuto, tuttavia, potrebbero essere più profonde rispetto a quanto trapelato fino a oggi: a rivelarlo è un ex dipendente della mela morsicata, tramite alcuni interventi su Twitter.

La vicenda è ormai ben nota: Apple non ha mai abilitato il supporto a Flash per i suoi iDevice, sin dal primo lancio di iPhone nel 2007. Una scelta, quest’ultima, motivata da Steve Jobs in un’apparizione pubblica nel gennaio 2010: l’iCEO considerava il plugin di Adobe poco sicuro e pratico, tanto da prevedere un abbandono generalizzato nell’immediato futuro. Nei primi tempi, gli analisti e gli esperti di tecnologia avevano criticato la scelta di Apple, in particolare poiché l’assenza del plugin Flash avrebbe potuto rendere l’esperienza di navigazione su Safari molto riduttiva in ambiente mobile. Eppure, con il senno di poi è semplice riconoscere la lungimiranza di Jobs, considerato come non solo Flash sia assente dall’esperienza mobile, nonostante una breve apparizione su Android, ma stia sparendo anche dalle versioni classiche dei siti web, rimpiazzato dal più versatile HTML 5.

Secondo Bob Burrough, ex sviluppatore software di Apple, le problematiche di Flash non sarebbero state le principali responsabili della decisione dell’iCEO. A quanto sembra, nel 2008 il gruppo avrebbe sperimentato l’uso del plugin anche su iOS, tanto che il developer parla apertamente del ricorso del player di Pandora sullo schermo di un iPhone. Pare che il plugin mostrasse “semplici problemi ingegneristici”, che si sarebbero forse potuti rapidamente risolvere. La decisione di Jobs, invece, sarebbe scaturita dall’impossibilità di mettersi in contatto con Shantanu Nerayen di Adobe, per un piano comune di miglioramento, vicenda che pare abbia fatto perdere all’iCEO la fiducia necessaria nei confronti della software house.

Così come già accennato, a posteriori è semplice notare come l’assenza di Flash da iOS sia stata tutt’altro che traumatica, considerato come anche la concorrenza abbia optato per la stessa strategia. Ma cosa sarebbe successo se la paventata collaborazione tra la Mela e Adobe fosse andata in porto?

Fonte: Yahoo • Notizie su: , , ,