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Verizon vuole lo sconto da Yahoo

Verizon ha preso molto male la nuova falla di sicurezza di Yahoo e punta a voler rinegoziare il prezzo d'acquisto del colosso del web.

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Verizon ha preso molto male la notizia della nuova breccia di sicurezza scoperta con molto ritardo da Yahoo che ha messo a rischio oltre 1 miliardo di iscritti. Un gravissimo problema senza precedenti che segue a pochi mesi quello già molto grave che aveva messo a rischio “solo” 500 milioni di utenti del gigante del web. Una situazione difficilmente sopportabile da Verizon che ha stretto un accordo per l’acquisizione di Yahoo per un valore di poco inferiore ai 5 miliardi di dollari. La fusione non sarebbe a rischio come paventato da qualcuno ma Verizon vorrebbe, a questo punto, comunque riconsiderare l’offerta economica dell’intera operazione.

In ultima istanza, il colosso delle comunicazioni americano intende spendere di meno per comprare Yahoo. In parallelo al team capitanato dal CEO di AOL Tim Armstrong che si sta occupando dell’integrazione dei servizi di Yahoo in Verizon, un altro team starebbe iniziando a valutare tutte le opzioni possibili per riuscire ad ottenere una riduzione di prezzo. Questo team starebbe, in particolare, valutando i danni e lavorando per rinegoziare l’acquisto della società ad un prezzo inferiore. Uno dei principali obiettivi per Verizon è quello di evitare ogni possibile ricaduta legale una volta completata la fusione con Yahoo. Il colosso delle comunicazioni non vuole, infatti, pagare per gli errori del passato di Yahoo. Per Verizon, in ultima istanza, Yahoo si deve assumere le piene responsabilità.

Ovviamente, la rinegoziazione non sarà facile e se Verizon non raggiungerà i suoi propositi è anche possibile ancora che l’affare possa saltare e per Yahoo questa non sarebbe una buona notizia vista la situazione di difficoltà in cui versa.

Verizon ha puntato su Yahoo per espandere la sua presenza nel mercato della pubblicità online. Se l’affare andrà in porto, l’acquisizione dovrebbe chiudersi entro il primo trimestre del 2017.

Fonte: Bloomberg • Notizie su: ,