QR code per la pagina originale

Mark Zuckerberg, Avril Lavigne e i Nickelback

Il numero uno di Facebook scherza con la musica del gruppo guidato da Chad Kroeger, ma la cantante canadese non sembra comprendere l'umorismo di Zuck.

,

Ci sono gruppi musicali che farebbero carte false per poter anche solo essere citati in un intervento pubblico di Mark Zuckerberg, qualunque sia il messaggio veicolato: ogni post del numero uno di Facebook rimbalza per i quattro angoli della Rete, raggiungendo milioni e milioni di persone. Qualcuno diceva “Bene o male, purché se ne parli”, ma ai tempi dei social la visione di Oscar Wilde sembra stranamente essere meno condivisa di quanto ci si aspetterebbe.

Nei giorni scorsi Mark ha pubblicato un video (in streaming di seguito) dedicato al sistema Jarvis per le smart home. Un filmato carico di autoironia, in cui il CEO del social network e la moglie Priscilla (insieme alla figlia Max) si prestano al gioco, mostrando come si interagisce con l’intelligenza artificiale di casa Zuckerberg. Al minuto 1:13 chiede: “Ehi, riproduci alcune buone canzoni dei Nickelback”. La risposta dell’IA è sconsolata: “Mi spiace Mark, temo di non poterlo fare, non esistono buone canzoni dei Nickelback”. Mark poi rincara la dose: “Bene, era solo un test”.

Con tutta probabilità Chad Kroeger e compagni hanno liquidato lo sketch con una sana risata, ma la battuta non è stata apprezzata da Avril Lavigne, cantante canadese connazionale dei Nickelback. Così si apre il suo post, condiviso su Twitter.

Caro Mark, molte persone utilizzano i tuoi prodotti, alcune le amano e altre no. In ogni caso, sebbene tu sia autorizzato ad avere la tua opinione in fatto di musica, la tua battuta sui Nickelback è stata di cattivo gusto.

L’intervento, in qualche modo, degenera, chiamando in causa addirittura la piaga del bullismo. Questa la seconda parte dell’intervento, accompagnata dagli hashtag #SayNoToBullying, #TheJokeIsOld e #NickelbackHasSoldOver50MilionAlbums

Quando si ha una voce come la tua, si dovrebbe considerare l’ipotesi di essere più responsabili nel promuovere il bullismo, specialmente considerando quanto avviene oggi nel mondo.

Il video a cui ci si riferisce è stato condiviso da Zuckerberg nei giorni scorsi per mostrare le potenzialità del sistema Jarvis che controlla la sua abitazione. Come si può intuire fin dalle prime battute, si tratta di un filmato ironico, una sorta di puntata pilota per una sit-com su intelligenza artificiale e tecnologia, una sorta di visione distopica su quello che potrebbe diventare un giorno l’ambito domestico, in pieno stile Black Mirror.

Di seguito in streaming integrale su Spotify l’ultimo album in studio dei Nickelback, intitolato “No Fixed Address”.