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Una casa di ghiaccio per Marte

Un interessante e visionario concept della NASA per le unità abitative che, un giorno non troppo lontano, ospiteranno gli astronauti sul pianeta rosso.

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Quando l’uomo andrà su Marte, dovrà necessariamente stazionarvi per lungo tempo. Un obbligo, dovuto principalmente all’enorme distanza fra la Terra e il pianeta rosso. Ecco perché oltre a perfezionare le tecnologie che porteranno gli astronauti tanto lontano, la ricerca deve concentrarsi anche su come garantire loro una permanenza sicura e confortevole nei meandri più remoti dello spazio, al sicuro da radiazioni cosmiche e temperature estreme.

Il progetto annunciato oggi dalla NASA, in particolare dal Langley Research Center, si inserisce in quest’ottica. Il concept si chiama Mars Ice Home. Si tratta di un’unità gonfiabile (poiché trasportarla a piene dimensioni rappresenterebbe un problema) e leggera, la cui struttura può essere riempita d’acqua, un elemento che grazie alla presenza di idrogeno al suo interno garantisce la tutela dalle radiazioni citate poc’anzi. Inoltre, i materiali impiegati sono semitrasparenti, così da far passare all’interno la luce naturale, essenziale per il mantenimento di un buono stato di salute.

Mars Ice Dome: il concept della NASA per le unità abitative su Marte

Mars Ice Home: il concept della NASA per le unità abitative su Marte

L’acqua necessaria al processo sarebbe ottenuta dalla lavorazione del ghiaccio presente su Marte, ma potrebbero essere necessari fino a 400 giorni per estrarne a sufficienza per un una sola unità abitativa. Al momento, come già detto, si tratta esclusivamente di un concept, ben lontano dal rappresentare una soluzione definitiva e al 100% affidabile per ospitare la vita dell’essere umano sul pianeta rosso. L’idea, in ogni caso, conferma l’impegno della NASA (e non solo) per quanto riguarda l’esplorazione dello spazio profondo.

Anche realtà private come SpaceX di Elon Musk stanno facendo altrettanto. L’uomo, dopo aver messo piede sulla Luna nel secolo scorso, punta ad andare oltre. C’è chi come Stephen Hawking e Mark Zuckerberg con il progetto StarChip mira addirittura ad Alfa Centauri.

Fonte: NASA • Notizie su: