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Dieselgate, FCA si difende

FCA reagisce alle accuse dell'EPA americana che ha accusato il gruppo di manipolare i risultati dei gas di scarico delle auto diesel.

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La notizia che le Authority americane abbiano deciso di denunciare il gruppo FCA con un’accusa simile a quella della Volkswagen nello scandalo dieselgate ha destato molto scalpore. L’EPA, cioè l’agenzia per la protezione dell’ambiente americana, accusa FCA di aver manipolato i risultati dei gas di scarico delle auto diesel attraverso l’utilizzo di un software studiato ad hoc. Per gli americani sarebbero 104 mila i veicoli coinvolti e visto che la violazione del Clear Air Act comporta una multa sino a 44.539 dollari per veicolo, FCA rischia una sanzione complessiva enorme sino a circa 4,63 miliardi di dollari.

Ma FCA non ci sta e si professa innocente asserendo, inoltre, che tra questo caso e quello della Volkswagen ci sono moltissime differenze. FCA intende collaborare con l’Amministrazione subentrante per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l’EPA ed i clienti di FCA sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili. I motori diesel di FCA sono equipaggiati con hardware di controllo delle emissioni all’avanguardia, ivi incluso la tecnologia selective catalytic reduction (SCR). Ogni costruttore automobilistico deve utilizzare varie strategie per controllare le emissioni al fine di realizzare un equilibrio tra le prescrizioni di EPA relative al controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e le prescrizioni relative alla durata, prestazioni, sicurezza e contenimento dei consumi. FCA ritiene che i propri sistemi di controllo delle emissioni rispettino le normative applicabili.

FCA ha speso mesi nel fornire una mole di informazioni all’EPA e ad altre autorità governative e in diverse occasioni ha cercato di spiegare le proprie tecnologie di controllo delle emissioni ai rappresentanti dell’EPA. FCA ha proposto diverse iniziative per risolvere le preoccupazioni dell’EPA, incluso lo sviluppo di estese modifiche del software delle proprie strategie di controllo, che potrebbero essere immediatamente applicate nei veicoli in questione, per ulteriormente migliorarne le prestazioni in termini di emissioni. FCA auspica fortemente di poter avere quanto prima la possibilità di incontrare l’enforcement division dell’EPA e rappresentanti della nuova amministrazione, per dimostrare che le strategie di controllo di FCA sono giustificate e pertanto non costituiscono “defeat devices” in base alla normativa applicabile e risolvere prontamente la questione.

La reazione dei gruppo FCA è piaciuta ai mercati ed oggi il titolo in borsa è in forte rialzo dopo il tracollo di ieri. La vicenda, però, è tutto fuorché chiusa ed altri capitoli di questa complicata situazione si scriveranno sicuramente nelle prossime settimane.

Fonte: FCA • Immagine: Jonathan Weiss via Shutterstock • Notizie su: