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Zalando: 76 ore di hackathon e 150 progetti

Zalando è anche un hub di ricerca applicata: l'azienda tedesca chiede ai suoi stessi dipendenti di hackerare i suoi strumenti, inventandone di nuovi.

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Nella stessa settimana drammatica dell’attentato al mercato di Natale a Berlino, Zalando ha portato avanti la già programmata maratona hack dei suoi dipendenti: giorni difficili, ma ugualmente anzi specialmente importanti per guardare avanti dentro un’azienda che ha applicato questa pratica, più tipica delle società all digital, nel mondo dell’ecommerce e della logistica, con risultati che si potranno vedere nel prossimo futuro sulla piattaforma di e-shopping.

Nelle 76 ore che hanno impegnato i 4 Hub di Zalando (due a Berlino, uno a Dublino e uno a Helsinki) dei 150 progetti ideati 45 sono arrivati allo stadio finale di presentazione, in una grande fiera in cui i partecipanti alla hackweek possono esplorare ciò in cui gli altri team sono stati coinvolti. Sono stati assegnati vari premi e selezionati alcuni progetti che hanno un potenziale di immediato sviluppo per la fase pilota. Tra i progetti vincitori si sono fatti notare dei tupperware party con clienti connessi a stylist, un progetto per consentire modifiche agli abiti acquistati tramite la piattaforma (una sartoria online successiva all’acquisto e prima o dopo la consegna) e un nuovo sistema di push button per la consegna del pacco all’orario preferito.

Stando al tweet di una delle responsabili del progetto, la sartoria di Zalando potrebbe già essere sviluppata per una beta a Berlino nel corso del primo trimestre 2017.

I progetti

I team che si sono riuniti nella hack week hanno dato nomi fantasiosi ai loro progetti e sono divertenti anche quelle delle categorie di premi assegnati a quelli che hanno concrete possibilità di applicazione, come customer joy, inclusion ninja. Si notano alcune tendenze nelle idee di chi lavora in Zalando: il rafforzamento tra clienti e brand presente sulla piattaforma (un elemento ancora molto espandibile in questo settore e con diverse tecniche da mettere in campo), la responsabilità sociale d’impresa, il machine learning, che consentirà nel giro di poco tempo di creare mappe concettuali e terminologiche sul fashion shopping partendo da immagini e testi dei social network, la combinazione di apprendimento automatico delle macchine e i dati dei profili clienti per generare addirittura outfits personalizzati in tempo reale al primo accesso al sito, così come una fotografia annuale delle preferenze di acquisto in modo da orientare le scelte di rinnovamento dell’armadio del cliente.

A seguito del lancio di Zalando Research Lab, di cui l’hack week è una specie di premessa e di concentrazione, verrà sviluppata ricerca avanzata su temi quali AI, Machine Learning e Data Science. È anche possibile esplorare alcuni dei progetti su cui il team sta al momento lavorando. L’ecommerce e la logistica non sono più da tempo la Cenerentola dell’ingegneria: il settore è tra i pochi a crescere senza soste e ad assumere personale. Chi lavora nella logistica si muove in centri altamente tecnologici, stocca e preleva merci interfacciandosi con software, innovazioni di processo che copiano e talvolta migliorano quelli dell’automotive e di altre industrie oppure sono completamente inventati, per i quali è necessaria una costante formazione.

Anche in Italia le grandi aziende cominciano a cercare e allevare forza lavoro tra i diplomati per le mansioni di picking e packing che è il cuore di tutto, in convivenza (per ora) uomo-macchina, e si rubano i migliori cervelli alle università per iniettare intelligenza nei loro sistemi, sempre più predittivi, sempre più efficienti. Ma il tema è complesso e talvolta accende polemiche politiche sulla presenza di questi magazzini sui territori. Se ne dovrà ancora parlare.

Fonte: Webnews • Via: Zalando Research • Notizie su: , ,