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Hangover Suit: guidare dopo una notte di eccessi

Abbiamo provato la tuta che simula gli effetti di una notte di bagordi: un'iniziativa finalizzata a promuovere un concetto più responsabile di mobilità.

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Il 56% dei giovani di età compresa tra 18 e 24 anni ammette di aver guidato almeno una volta da ubriaco o di averlo visto fare ad amici. Si parta da questo dato statistico (la ricerca è stata condotta da Ford nel novembre 2013) per capire l’entità di un problema che riguarda tutti, senza esclusione: se qualcuno si mette al volante dopo aver assunto alcol o aver fatto uso di sostanze stupefacenti, rappresenta un rischio concreto non solo per sé, ma anche per tutti coloro che incrocia sulla propria strada.

Driving Skills For Life

Ecco perché un’opera di sensibilizzazione e di responsabilizzazione è essenziale. È ciò a cui mira l’Ovale Blu, con la messa in campo dell’iniziativa Driving Skills For Life, che attraverso una serie di corsi gratuiti nel solo 2016 ha già coinvolto in Italia oltre 1.000 ragazzi (2.500 dal 2013) con appuntamenti andati in scena a Roma, Milano e Palermo. L’obiettivo è ovviamente quello di far assumere la consapevolezza del rischio, in modo però attivo e coinvolgente, anziché limitarsi a incutere timore o provocare shock come fanno alcune campagne (comunque altrettanto valide ed efficaci) promosse da enti pubblici o da realtà private.

Hangover Suit

Da questo presupposto scaturisce l’idea di far provare ai giovani, sulla loro pelle, quali sono gli effetti di uno stato psicofisico alterato, facendogli indossare delle speciali tute, progettate appositamente per simulare spossatezza, difficoltà nel gestire i movimenti, perdita dell’equilibrio e sensazioni visive o uditive falsate. L’ultima nata è la Hangover Suit, che come si può intuire già dal nome induce tutti i sintomi dei postumi di una notte di bagordi. Il kit messo a punto da Ford si compone di diversi elementi:

  • occhiali che creano una visione distorta o sdoppiata, rendendo difficoltosa la concentrazione;
  • un copricapo che simula gli effetti di vertigini e mal di testa;
  • cuffie che riproducono effetti acustici simili alle pulsazioni avvertite durante un’emicrania;
  • gilet e cavigliere con pesi disposti in maniera asimmetrica per compromettere l’equilibrio.

Ford Social Home

Abbiamo avuto modo di provare la Hangover Suit, così come la Drink Driving Suit e la Drug Driving Suit già viste in azione in passato, in occasione di un evento organizzato presso la Ford Social Home, nel cuore di Milano (Spazio Bou-tek in via Gonzaga). La sensazione, avendo indossato la tuta anche solo per pochi minuti, è quella di un approccio efficace (e sì, persino divertente all’interno di un ambiente sicuro) per veicolare un messaggio potenzialmente in grado di salvare delle vite: non bisogna mettersi al volante dopo aver bevuto, assunto droghe o se si è troppo stanchi, magari dopo una notte di eccessi. Si hanno difficoltà a camminare correttamente, ad interagire con gli altri, ad impugnare un qualsiasi oggetto e a concentrarsi.

Un monito che può sembrare banale, scontato, superfluo, ma che attraverso un’esperienza diretta sulla propria pelle come quella studiata dall’Ovale Blu può scatenare una riflessione da parte dei più giovani, purtroppo spesso inclini a sottovalutare il pericolo. Un’iniziativa finalizzata ad un’evoluzione più responsabile e sicura della mobilità, uno sforzo certamente da apprezzare. Gli interessati possono trovare materiale informativo e i dettagli degli appuntamenti del programma Driving Skills for Life sulle pagine del sito ufficiale.

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