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Doomsday Clock, 150 secondi alla fine del mondo

Secondo il Bulletin of the Atomic Scientists, l'umanità è più vicina alla catastrofe globale: il Doomsday Clock segna ora le 23:57:30.

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Il Bulletin of the Atomic Scientists ha spostato la lancetta dei minuti del Doomsday Clock più vicino alla mezzanotte. Secondo gli scienziati che scrivono per il periodico mensile nato nel 1947, i recenti avvenimenti hanno incrementato la probabilità di una catastrofe globale. L’orologio dell’apocalisse segna ora le 23:57:30, quindi mancano solo 2 minuti e 30 secondi alla fine del mondo. Chiaramente si tratta solo di una rappresentazione simbolica, ma è necessario agire immediatamente prima che sia troppo tardi.

Il Doomsday Clock è stato creato esattamente 70 anni fa, in seguito al lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki da parte degli Stati Uniti. Inizialmente, l’orologio indicava solo la probabilità di una guerra nucleare globale, ma a partire dal 2007 sono stati considerati altri pericoli per l’umanità, come i cambiamenti climatici, l’intelligenza artificiale e gli attacchi informatici. Tra il 1947 e il 2016, la lancetta dei minuti è stata spostata 21 volte (13 avanti e 8 indietro), raggiungendo la massima distanza dalla mezzanotte (17 minuti) nel 1991 (firma del trattato sulla riduzione delle armi strategiche e dissoluzione dell’Unione Sovietica), mentre la distanza minima (2 minuti) è stata raggiunta nel 1953 (sviluppo della bomba H).

Lo spostamento della lancetta alle 23:57:30 è dovuto a due ragioni principali. Sia gli Stati Uniti che la Russia continuano ad aggiornare i loro armamenti nucleari e non si prevede nessun negoziato a breve termine che possa portare ad una loro riduzione. A questo si aggiungono le continue tensioni tra India e Pakistan (entrambi in possesso di armi nucleari) e i recenti testi nucleari condotti dalla Corea del Nord.

Gli scienziati temono inoltre che gli accordi di Parigi sul clima rimangano solo sulla carta. Nonostante ci siano prove evidenti (il 2016 è stato l’anno più caldo in assoluto), alcuni leader mondiali negano l’esistenza dei cambiamenti climatici. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, ha addirittura vietato ai dipendenti dell’Agenzia di Protezione Ambientale e del Dipartimento dell’Agricoltura di parlare con la stampa.

Altri potenziali rischi per l’umanità sono gli attacchi informatici, soprattutto contro le infrastrutture critiche, e la cyberwar in atto tra le grandi potenze mondiali, in particolare Stati Uniti, Russia e Cina. Gli scienziati sposteranno le lancette all’indietro solo se verrà evitata una nuova corsa agli armamenti nucleari e se verranno finalmente attuate misure per combattere il riscaldamento globale dovuto ai combustibili fossili.