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Momento nero per Fitbit, licenziamenti in vista

Fino a 160 dipendenti potrebbero perdere il proprio posto di lavoro, a causa dei tagli che Fitbit si appresta a operare per arginare le forti perdite.

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Di recente Fitbit ha annunciato l’acquisizione di Pebble, con un investimento economico ritenuto non superiore a 40 milioni di dollari. Una mossa finalizzata, secondo gli analisti, a diversificare il business della società, estendendo il raggio d’azione al segmento degli smartwatch, dopo aver conquistato una fetta considerevole del mercato per quanto riguarda gli indossabili dedicati al monitoraggio dell’attività fisica.

Nel maggio scorso anche quella di Coin, una piattaforma dedicata ai pagamenti e al trasferimento di denaro. In questo caso, l’iniziativa ha lasciato intendere la volontà di integrare nuovi servizi all’interno dei dispositivi commercializzati. L’obiettivo è lo stesso: espandere il business, esplorare nuovi territori, testare lo sviluppo di soluzioni inedite. Una necessità concreta e immediata, soprattutto in considerazione delle voci di corridoio circolate nel fine settimana.

Si parla infatti di risultati finanziari sottotono per quanto riguarda il Q4 2016, tanto da portare alla difficile decisione di operare dei licenziamenti. I rumor parlano addirittura di un 5-10% della forza lavoro complessiva, ovvero da 80 a 160 dipendenti pronti a lasciare il proprio incarico. Il taglio consentirebbe a Fitbit di ridurre i costi operativi per circa 200 milioni di dollari.

Entro la fine dell’anno l’azienda dovrebbe inoltre lanciare uno store tutto proprio, dedicato alla distribuzione delle applicazioni da utilizzare sui dispositivi indossabili commercializzati. La piattaforma sarà aperta anche agli sviluppatori di terze parti. Inoltre, ci si attende da Fitbit la presentazione di uno smartwatch progettato appositamente per sfruttare questo tipo di software.

Dai vertici del gruppo, al momento, tutto tace. La conferma sull’andamento finanziario arriverà a breve, con la pubblicazione dei risultati ufficiali indirizzati agli investitori. Quanto sta accadendo sembra essere la conseguenza di una situazione che continua a vedere il mercato degli indossabili piuttosto stagnante, soprattutto in Europa, dove solo il 9,2% degli utenti mobile è in possesso di un dispositivo wearable (fonte Kantar).