QR code per la pagina originale

Da Starbucks il barista è un’IA

La catena di caffetterie integra un'intelligenza artificiale nella sua applicazione mobile, per ordinare bevande e cibi: arriva My Starbucks Barista.

,

Sebbene al momento le caffetterie della catena Starbucks non siano ancora arrivate in Italia (accadrà presto), risulta interessante parlare di una nuova funzionalità che sta per essere introdotta dall’azienda nella sua applicazione mobile ufficiale. Si chiama My Starbucks Barista e permetterà ai clienti di ordinare le bevande tramite comandi vocali, semplicemente parlando ad un’intelligenza artificiale.

L’annuncio nella giornata di oggi, con un comunicato che conferma il debutto nella feature entro la fine dell’anno sui dispositivi iOS (prima) e Android (poi). Più tardi esordirà anche all’interno dei device basati sulla tecnologia Alexa di Amazon, come gli smart speaker realizzati dal colosso dell’e-commerce. Oltre a poter effettuare ordini con la propria voce, sarà possibile interagire con l’IA mediante messaggi testuali. Sarà un’estensione della funzionalità Mobile Order & Pay che già permette di effettuare un ordine e di pagarlo ancor prima di entrare all’interno di uno spazio Starbucks.

My Starbucks Barista è basata su un’incredibile intelligenza artificiale e presente nella Starbucks Mobile App. L’integrazione della feature nell’applicazione permetterà ai clienti di ordinare e pagare cibo e bevande in modo semplice, utilizzando la voce. L’interfaccia, simile a quelle dei servizi di messaggistica, consentirà di parlare o scrivere proprio come se si stesse conversando con un barista nella caffetteria, offrendo inoltre la possibilità di modificare i prodotti per soddisfare le proprie preferenze personali.

My Starbucks Barista: l'intelligenza artificiale nell'app delle caffetterie

My Starbucks Barista: l’intelligenza artificiale nell’app delle caffetterie

Al momento My Starbucks Barista è in fase di test, con la collaborazione di circa un migliaio di utenti iOS distribuiti in tutti gli USA. L’obiettivo è quello di raccogliere i feedback necessari al perfezionamento del servizio, in vista di un rollout su larga scala. Nell’occasione la catena ribadisce la propria propensione mobile: oltre il 27% dei pagamenti in-store viene già oggi effettuato dai clienti tramite uno smartphone, una percentuale destinata ad aumentare ulteriormente in futuro, eliminando così l’esigenza di scambiare contante.

Commenta e partecipa alle discussioni