QR code per la pagina originale

Facebook punta alle case discografiche

Facebook sta trattando con le grandi case discografiche per ottenere un accordo che permetta l'uso dei brani musicali all'interno dei video.

,

Per sostenere la sua strategia di potenziamento nel settore dei video, Facebook è a caccia di accordi con le major musicali. I dirigenti del social network, infatti, hanno partecipato ad un incontro che si è tenuto prima dei Grammy con altri esponenti del mondo dello streaming come Spotify, Apple Music, e Pandora Media per rafforzare i legami con l’industria della musica come riporta Bloomberg.

In passato, più volte Facebook ha ribadito la centralità dei video nella sua strategia aziendale futura ed il social network ha annunciato la sua volontà di creare contenuti originali da condividere con gli iscritti. A tale fine ha anche assunto Ricky Van Veen per coordinare questi sforzi. Una strada che porterà sicuramente Facebook a scontrarsi direttamente con YouTube ma proprio come il servizio di video sharing di Google, anche Facebook dovrà scontrarsi con il problema del copyright musicale. Un eventuale successo di questi incontri potrebbe consentire al social network di offrire ai suoi iscritti nuove possibilità per la creazione dei video. Per esempio gli utenti potrebbero inserire e modificare brani musicali famosi senza infrangere alcun copyright. Facebook potrebbe anche costruire un sistema che consenta di scegliere una brano musicale da utilizzare in background nei filmati.

Queste trattative con le etichette discografiche, in realtà, vanno avanti dal lontano 2015 e molti analisti, allora, avevano pensato erroneamente che il social network volesse creare un proprio servizio di streaming musicale.

Senza questi accordi, Facebook rischierebbe di offrire ai suoi utenti uno strumento di creazione di video lacunoso. Una famiglia, per esempio, non potrebbe condividere il video delle proprie vacanze se dovesse scegliere come colonna sonora un brano musicale coperto da copyright. Una lacuna che alla lunga potrebbe scoraggiare gli iscritti a creare ed a condividere filmati.

YouTube ha affrontato questo stesso problema con il suo sistema di Content ID che individua il contenuto protetto da copyright e consente al detentore dei diritti di monetizzare gli introiti. Una soluzione ottima perché consente agli iscritti di poter comunque caricare i loro filmati senza rischiare di vederseli rimuovere per infrazione di copyright.

Difficile, comunque, pensare che le grandi major non vogliano trovare un accordo con Facebook visto che per loro potrebbe significare un interessante nuovo filone di business. Probabilmente sarà solo questione di capire come Facebook vorrà costruire l’equivalente del Content ID di YouTube per la sua piattaforma.