QR code per la pagina originale

Uber: un’indagine interna sulle molestie sessuali

Una ex dipendente di Uber parla di molestie sessuali operate all'interno del gruppo: il CEO, Travis Kalanick, annuncia l'avvio immediato di un'indagine.

,

È destinato a far discutere l’intervento condiviso da Susan J. Fowler, ex ingegnere Uber, sulle pagine del proprio sito personale. Si parla senza mezzi termini di molestie sessuali, di atteggiamenti invasivi assunti da un dirigente all’interno della società. Stando alla sua testimonianza, tra le sue colleghe non sarebbe stata l’unica vittima presa di mira da comportamenti di questo tipo.

Il suo impiego nella società di ride sharing è iniziato nel novembre 2015 per terminare nel dicembre 2016, periodo durante il quale ha ricoperto il ruolo di Site Reliability Engineer. Il racconto è ricco di dettagli e le accuse sono mosse nei confronti di un ex manager, che oggi avrebbe già lasciato il gruppo per motivi non meglio precisati. A rendere il tutto ancora più grave, la posizione dei vertici aziendali, che una volta messi a conoscenza delle molestie non avrebbero fatto nulla per porre fine alla pratica, poiché il colpevole era definito un high performer, ovvero capace di ottenere buoni risultati in termini professionali. Questo un estratto, in forma tradotta, della sua testimonianza.

Nel primo giorno ufficiale di lavoro nel team, il nuovo manager mi ha mandato una serie di messaggi sulla chat aziendale. Diceva di essere in una relazione aperta e che la sua fidanzata riusciva a trovare facilmente nuovi partner, mentre lui no. È stato chiaro che stava cercando di spingermi a fare sesso con lui.

Immediato l’intervento del numero uno di Uber, Travis Kalanick, che con un post su Twitter spiega la propria posizione e l’intenzione di usare il pugno duro nei confronti di chi assume atteggiamenti di questo tipo.

Quanto descritto è ripugnante e contro qualsiasi cosa in cui crediamo. Chi crede in questi atteggiamenti o pensa siano accettabili verrà licenziato. Ho dato istruzioni al nostro Chief Human Resources Officer di condurre un’indagine urgente. Non c’è assolutamente posto per questo tipo di comportamenti in Uber.

Susan J. Fowler fa poi riferimento anche al caos organizzativo che regnerebbe all’interno della società, dove (secondo la sua visione) gli obiettivi cambierebbero di continuo, senza priorità ben definite.

Ci sono stati progetti abbandonati di continuo, con gli obiettivi cambiati più volte nel corso dello stesso trimestre. Nessuno era a conoscenza di come sarebbero variate le priorità organizzative da un giorno all’altro.

Fonte: Susan J. Fowler • Via: CNET • Notizie su: ,