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Google e Bing: due motori contro la pirateria

Google e Microsoft insieme per combattere la pirateria nel Regno Unito, penalizzando l'indicizzazione dei siti che distribuiscono contenuti protetti.

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Il gruppo di Mountain View e quello di Redmond hanno siglato un accordo definito come unico e senza precedenti nell’ambito dei motori di ricerca: Google e Bing si impegnano a rimuovere, dalle prime pagine delle SERP, i risultati che portano a siti contenenti materiale protetto da diritto d’autore e distribuito in modo non autorizzato. L’iniziativa, almeno inizialmente, riguarderà solo il Regno Unito.

La stretta di mano è giunta per volontà di entrambe le parti in causa, ma con la mediazione dell’U.K. Intellectual Property Office, l’ente governativo che si occupa delle problematiche legate a brevetti e copyright, che ha definito la decisione come una svolta epocale nella lotta alla pirateria. L’obiettivo è quello di togliere traffico verso i siti che infrangono il diritto d’autore, penalizzandone l’indicizzazione e favorendo invece quelli delle piattaforme e dei servizi pienamente legali, ad esempio per lo streaming, il download o l’acquisto dei contenuti. Queste le parole di Jo Johnson (Minister for Universities and Science).

Gli utenti cercano sempre più spesso online musica, film, eBook e una grande varietà di altri contenuti. È di cruciale importanza che vengano loro mostrati link verso siti Web e servizi legali, non quelli che conducono a portali pirata.

Hanno partecipato alla trattativa anche la British Phonographic Industry che rappresenta l’industria discografica britannica e la Motion Picture Association. La firma è avvenuta nella giornata del 9 febbraio e i primi effetti concreti sulle SERP dei motori di ricerca si vedranno a partire dall’inizio di giugno, come già detto inizialmente solo nel Regno Unito.

Va ricordato che, sia Google che Microsoft (quest’ultima per Bing), consentono ai detentori del copyright di chiedere l’eliminazione dei link ritenuti in infrazione delle norme dai propri motori di ricerca: stando ai dati ufficiali pubblicati dalle due aziende, nel corso del 2016 bigG ne ha cancellati circa 915 milioni e il gruppo di Redmond oltre 91 milioni da gennaio a giugno dello stesso anno.

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