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Apple alla Corte Suprema per i diritti transgender

Apple e altre 52 società USA chiedono alla Corte Suprema il rispetto dei diritti transgender, a seguito delle discriminazioni subite da un ragazzo.

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Apple e altri 52 big a stelle e strisce si schierano apertamente per la difesa dei diritti delle persone transgender, con una nota inoltrata alla Corte Suprema. Una scelta relativa a un recente caso di discriminazione di cui è stato vittima Gavin Grimm, costretto dal suo istituto scolastico ad avvalersi unicamente dei bagni femminili anziché optare per il suo genere d’approdo. Una mossa, tuttavia, legata anche alla recente decisione dell’amministrazione Trump di rimuovere le guidance governative volute lo scorso anno da Obama, con cui venivano richieste maggiori attenzioni e responsabilità alle scuole pubbliche per il rispetto della comunità trans.

Le società partecipanti hanno deciso di firmare un brief legale, stilato da Human Rights Campaign e depositato presso la Corte Suprema, affinché le richieste del giovane studente vengano ascoltate. Oltre ad Apple, sono molte le realtà dell’universo tech che hanno voluto assicurare il loro appoggio, tra cui Airbnb, Amazon, eBay, IBM, Intel, LinkedIn, Microsoft, PayPal, Salesforce, Twitter, Yahoo, Yelp e molti altri ancora.

I fatti risalgono al 2015, quando a uno studente transgender della Virginia è stato impedito di avvalersi dei bagni scolastici relativi al suo genere d’approdo. Per questo motivo, il giovane ha deciso di denunciare il Gloucester County School Board, l’amministrazione dell’istituto scolastico in questione, e dopo varie azioni legali il caso è giunto alla Corte Suprema. Human Rights Campaign, che fornisce supporto anche legale al ragazzo diciassettenne, ha commentato con entusiasmo il supporto ricevuto dall’universo produttivo statunitense:

Queste compagnie stanno inviando un messaggio importante per tutti i ragazzi transgender e le loro famiglie: le realtà americane di successo li proteggono.

Una vicenda legale, così come già accennato, che arriva a pochissimi giorni dalla rimozione delle guidance governative sull’uso dei bagni pubblici a livello scolastico, voluta da Donald Trump in una mossa di rottura rispetto al precedente esecutivo. Proprio in merito a questa vicenda, Apple ha condannato la decisione presa dall’amministrazione, richiedendo invece politiche atte ad abbattere discriminazione e stigma:

Tutti meritano una possibilità di successo in un ambiente che sia libero dallo stigma e dalle discriminazioni. Supportiamo gli sforzi orientati a una maggiore accettazione e crediamo fortemente studenti e studentesse transessuali debbano essere trattati equamente.

Fonte: New York Times • Via: AppleInsider • Immagine: Travel Stock via Shutterstock • Notizie su: ,
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