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Apre la casa di tolleranza con bambole robot

A Barcellona apre la prima agenzia di bambole ultra realistiche per il sesso a pagamento: la frontiera del rapporto uomo-macchina ricorda WestWorld.

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Forse la previsione inquietante di un prossimo futuro dove gli esseri umani avranno rapporti sessuali con robot straordinariamente realistici e dotati di intelligenza artificiale è già realtà. O quasi. Il primo segno è un’agenzia, unica nel suo genere, appena aperta a Barcellona, che offre sesso a pagamento con bambole molto speciali.

Di per sé l’apertura di Lumidolls riguarderebbe soltanto un fenomeno di costume, pure abbastanza tradizionale: quello delle cosiddette bambole gonfiabili. Ci sono però in questo caso almeno tre grandi differenze: non sono affatto gonfiabili, ma sofisticate bambole ultra realistiche di materiali che restituiscono al tatto una sensazione eccezionalmente somigliante a quella umana; queste bambole non sono in vendita ma abitano un luogo preciso da visitare; è stata creata una piattaforma di prenotazione online che fa intuire la potenzialità globale di questo tipo di business. La tariffa nella casa di tolleranza di Barcellona è di circa 120 euro l’ora.

Il sito web ospita una descrizione dell’anatomia di ciascuna bambola (sono quattro: una tipicamente caucasica, una africana, un’asiatica e una bambola giapponese per gli amanti dei manga), e la situazione che si è voluta ricreare viene descritta con una certa vena di ispirazione. Al cliente viene riservata ovviamente la più assoluta discrezione, è possibile creare delle situazioni a tema all’ingresso della camera, personalizzando ambiente e bambola stessa. Sembra davvero WestWorld, solo un passo prima, senza l’Intelligenza artificiale e il gaming, che certamente arriveranno in questo mercato entro pochi anni. Persino Forbes se ne è occupata: la sezione tech della testata finanziaria considera queste case di tolleranza con bambole molto costose un grande business in fieri, essendo queste bambole impossibili al momento per le tasche di gran parte dei clienti. Quelle che arriveranno entro due/tre anni, bambole con stati d’animo, emozioni, con un grado più alto di interazione grazie all’apprendimento automatico, costeranno circa 15 mila dollari.

Un esempio di possibile evoluzione sono le bambole robot di RealDoll, una società californiana che sta progettando e mettendo sul mercato delle vere e proprie macchine dalla personalità programmabile. Dalla silicon valley sta per arrivare una flotta di robot intelligenti, fatti di metallo e silicone, allo scopo di fare sesso coi proprietari. A quel punto, anche donne e non solo uomini. La personalizzazione sarà molto più precisa: tono della pelle, stile dei capelli e colore, i genitali, piercing, lentiggini, tatuaggi, risposte alle interazioni con l’essere umano, dalle più delicate a quelle aggressive.

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Una bambola con intelligenza artificiale realizzata dalla società californiana RealDoll. Al momento queste bambole non hanno le qualità fisiche di quelle ospitate nella casa di Barcellona, ma i due mercati si fonderanno entro poco tempo, e saranno disponibili bambole ultrarealistiche, capaci di simulare alcuni comportamenti di base. Il loro costo però è molto alto, dai dieci ai ventimila dollari. Per questa ragione è probabile che alcuni stati più tolleranti verso questi affari possano creare pacchetti turistici, aggiornando la ricerca di esperienze sessuali. Uno dei possibili cortocircuiti legali di quest’attività è come considerarla: si tratta di sfruttamento della prostituzione? E in che senso, visto che queste bambole non hanno una coscienza? Quale influenza possono avere queste bambole nella diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili? Sono più sicure? Oppure meno?

In un recente congresso internazionale presso l’Università di Londra, “Amore e sesso con i robot“, che ha attirato esperti da tutto il mondo (psicologi, ingegneri, medici, sessuologi, antropologi, filosofi), questa combinazione viene considerata non più come futuribile, ma altamente probabile: il sesso coi robot sarà la nuova normalità. Se così avvenisse, è facile immaginare le implicazioni etiche, oltre che la distruzione dei mercati fin qui floridi, a partire dalla prostituzione umana e per certi versi anche la pornografia. Sotto molti aspetti la prostituzione umana è peggiore di quella robotica: non puoi sapere quanto sia obbligata la persona che si vende, e in certi casi (quella minorile ad esempio, o quella di strada) si tratta di vere e proprie schiave. E il rapporto con esse è una violenza. Perciò teoricamente i robot pongono un problema etico in meno. È vero, tuttavia, che lo sfogo sessuale consumato verso simulacri di un corpo umano, privi di coscienza, è piuttosto tenebroso ed è impossibile al momento capire a cosa ci porterebbe. I dilemmi per etica e religione sono clamorosi, l’intreccio con la questione dello status giuridico dei robot è altrettanto inevitabile.

La tecnologia sta rivoluzionando anche il sesso, con questo anche il turismo, lo spostamento delle persone, il loro concetto di affettività e relazioni interpersonali. Chi pensava che certi temi fossero da serie tv oppure film, dovrà ricredersi.

Fonte: Lumidolls • Immagine: Lumidolls • Notizie su: ,