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Ricoh R Development Kit, VR in streaming per tutti

Ricoh lancia il kit di sviluppo della Ricoh R, innovativa videocamera sferica con cui registrare video streaming per la realtà aumentata.

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In occasione del Mobile World Congress 2017, Ricoh ha presentato il Ricoh R Development Kit, ossia un kit che viene messo a disposizione degli sviluppatori per fruttare le caratteristiche della Ricoh R, l’innovativa videocamera sferica progettata per registrare filmati e fare il video streaming da visualizzare su visori per la realtà virtuale.

La Ricoh R Development Kit può inviare fino a 24 ore consecutive di video streaming nel formato da 360 gradi, riproducendo di fatto un video sferico con risoluzione 2K a 30 frame al secondo. A rendere unico il dispositivo è la tecnologia di stitching (ossia di unione) in tempo reale fra i due flussi video ripresi tramite le due videocamere semisferiche montate sulla Ricoh R. Il formato finale è il cosiddetto EPF (Equirectangular Projection Format), ossia lo standard per le immagini sferiche. Il video viene trasmesso via HDMI o USB e/o registrato su microSD.

RICOH R Development Kit

Il design della Ricoh R non è ancora definitivo ma è prossimo alla versione finale, che uscirà sul mercato consumer entro un anno a partire da maggio. Estremamente leggero e compatto, ricorda molto la Theta S, la fotocamera a 360 gradi di Ricoh che molto successo ha avuto lo scorso anno.

Ricoh R Development Kit è disponibile in pre-ordine per $499 all’indirizzo http://ricohR.ricoh, con consegna prevista a maggio 2017, e comprende la videocamera, un treppiede, l’SDK scaricabile e alcuni strumenti per il controllo dell’immagine, nonché il codice sorgente: la videocamera usa infatti open API e la Ricoh R Console, un codice proprietario per il controllo dell’immagine disponibile tramite GitHub.

Per concludere, il prodotto è controllabile anche via USB, il che la rende adatta a molteplici tipi di impiego quali la telepresenza e la computer vision.

Intervista a Hidenao Ubukata, Leader n-Project Team di Ricoh

Per concepire un prodotto simile, avete individuato una particolare esigenza nel mercato?

Sì, l’abbiamo individuata e indagata a fondo. In particolare, ci siamo concentrati sui video a 360 gradi, focalizzandoci sulle potenzialità legate all’intrattenimento. Nel caso del Development Kit, questa videocamera può essere connessa con una batteria esterna in modo da effettuare lo streaming in diretta su Internet per lungo tempo.

È dunque bene specificare che non è un prodotto per l’utente finale, giusto?

Esattamente. È un kit per gli sviluppatori, che potranno realizzare applicazioni ad hoc. Ma è un progetto aperto, quindi chiunque possieda le giuste competenze può accedervi. Il Dev Kit si connette tramite USB a qualsiasi computer Windows o Mac e offriamo un’API per il controllo della videocamera. Inoltre il codice del software è reperibile su GitHub da tutta la community open source. Ma non è un progetto ancora pronto per il mercato.

Ci sono già esempi di app realizzate da terze parti?

Sì, un progetto di termini di “telexistence“, ovvero il trovarsi virtualmente in un luogo distante grazie alla tecnologia VR. Esiste un prototipo di robot equipaggiato con la videocamera Ricoh R che trasmette il flusso video in tempo reale all’utente il quale può controllarlo da remoto grazie a un visore per la realtà virtuale. In questo caso, ad esempio, noi abbiamo fornito solo la tecnologia, ma applicazione e modo d’uso sono stati realizzati esternamente.

Ci sono altri esempi che possano farci capire in che modo l’utente finale potrà un domani beneficiare della Ricoh R?

Ci sarebbero molti esempi ma non possiamo parlarne. Li vedrete al momento del lancio del prodotto.

Qual è la potenza del processore integrato?

Purtroppo non possiamo fornire dettagli su questo aspetto.

RICOH R Development Kit

Quanto tempo ha richiesto lo sviluppo di questo dispositivo?

La progettazione ha preso il via nel 2010, partendo da un concept. Poi abbiamo lanciato un primo dispositivo, la Theta S, capace di realizzare delle fotografie a 360 gradi. Questa è indubbiamente la sua evoluzione e ci aspettiamo un successo paragonabile.

Avendo iniziato la progettazione nel 2010, quando la realtà virtuale non era ancora conosciuta su larga scala, avete incontrato degli ostacoli?

Innanzitutto, nel 2010 non avevamo a disposizione un’infrastruttura per il live streaming come quella che esiste oggi o che ci sarà fra non molto con il 5G. Inoltre non c’era sufficiente potenza di calcolo per combinare le diverse immagini acquisite e generare in tempo reale un flusso video a 360 gradi.

Avete quindi trovato voi delle soluzioni a questi problemi o ve le ha offerte il mercato?

Entrambe le cose. Soprattutto dal punto di vista della potenza, abbiamo fatto passi in avanti anno dopo anno, sfruttando i miglioramenti della tecnologia man mano che venivano. Al tempo stesso, abbiamo perfezionato il design e sviluppato internamente algoritmi per l’assemblaggio delle immagini tramite il processo di “stitching”: ovvero, due obiettivi fish-eye che registrano immagini in contemporanea, uno per ogni lato, generando poi un fotogramma rettangolare conforme agli standard per la visione a 360 gradi.

Quando arriverà sul mercato italiano?

Il Development Kit è già in pre-ordine e arriverà anche in Italia nel mese di maggio in concomitanza con il lancio a livello globale, 24 paesi distribuiti tra Nord America, Europa e Giappone. Chiunque lo potrà acquistare online.

Useremo il rilascio del kit per raccogliere sia le idee in ambito di sviluppo sia i feedback degli utenti e, sulla base dei dati raccolti, produrremo una versione per il segmento consumer. Ma dovrà passare prevedibilmente un anno. Ovviamente, strada facendo sfrutteremo il tempo e le critiche per migliorare il prodotto.

Sappiamo che un anno è lungo ma dalla nostra c’è il fatto che al momento non ci sono rivali che offrano prodotti di questo tipo, tanto in termini di design compatto quando di tecnologia.

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