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Team digitale, open data e Funzione Pubblica

Nella settimana dell'amministrazione aperta l'incontro fra digital team e lo staff di OGP: gli open data sono il framework fondamentale.

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Nella settimana dell’amministrazione aperta il team di OpenGov ha tenuto presso il ministero della Funzione Pubblica un convegno sui dati pubblici come risorsa per l’impresa. Insieme a loro, il Team Digitale, che sta lavorando proprio a un framework nazionale sui dati aperti della p.a.

Un Paese dove i Big Data non siano solo un problema di privacy e qualcosa di cui aver paura, dominio di poche aziende, «ma parte di un’infrastruttura pubblica e moderna che genera benefici per i cittadini». Così recita uno dei punti programmatici di Diego Piacentini e il suo team per l’attuazione dell’agenda digitale. Nel dibattito organizzato dal ministero retto da Marianna Madia, sono intervenuti il commissario straordinario, Raffaele Lillo (chief data officer del Team per la Trasformazione Digitale), Ernesto Belisario, membro del team di Open Government Partnership; tutti hanno parlato con 40 startupper invitati al ministero, spiegando cosa si può fare col Foia, descrivendo il dato pubblico come una miniera per gli imprenditori, presentando la nuova versione di dati.gov.it, curata dall’Agid, che vanta 18 mila data asset disponibili. Il principio emerso in questa giornata collegata a #SAA17 è che per mettere a terra i piani di attuazione c’è bisogno degli enti locali e di un locale interesse delle imprese innovative a costruire servizi per i cittadini basati sui dati pubblici e aperti. In questo contesto, il lato istituzionale deve essere conseguente.

Durante il convegno (video) si è partiti da due piani importanti, e diversi, del tema open government: il DAF descritto da Lillo un mese fa in un articolo su Medium, che punta a fare dell’accesso ai dati e la loro mutua valorizzazione (dallo stato ai cittadini, dai privati alla pubblica amministrazione) un patrimonio di informazione pubblica non più sommersa; il progetto di Open Government, che dopo la fase di consultazione ora si sta attuando lavorando molto sulle linee guida: per riconoscere le competenze digitali nella p.a., ad esempio, per gestire i meccanismi di trasparenza come le consultazioni, promuovendo webinar coi dipendenti pubblici. In giugno ci sarà anche un hackathon sugli open data. Insomma non siamo sempre il paese più arretrato: ad esempio siamo il primo paese europeo in cui l’agenzia per l’agenda digitale dispone i criteri di referenza a norme tecniche (nello specifico norme UNI) per catalogare le competenze digitali dei professionisti Ict dentro (dipendenti) e fuori (consulenti, fornitori) la pubblica amministrazione.

Cosa ne uscirà? La via italiana all’open government, cioè saper gestire la pubblica amministrazione basandosi su trasparenza, partecipazione e accountability (il “rendere conto” ai cittadini), è la descrizione, tutto sommato, più precisa dell’obiettivo finale del Team Digitale. I mezzi sono nuovi, anche certi metodi, si punta sulla tecnologia e la costruzione da zero di programmi, ma resta valido il primo importante passo avanti fatto l’anno scorso, prima dunque dell’arrivo di Piacentini, del terzo Piano di Attuazione degli obiettivi dell’OGP, Open Government Partnership, con scadenza nella primavera del 2018, esattamente sovrapposto all’incarico del team voluto da Matteo Renzi. Da iniziative indipendenti, bisogna fare di questi staff, quello di Funzione Pubblica e quello a palazzo Chigi, la migliore cabina di regia possibile, che lavori al contempo coi forum partecipati: comuni, regioni, società civile. Per passare davvero dall’ideazione all’attuazione.

Fonte: Funzione Pubblica • Notizie su: