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Il reCAPTCHA di Google diventa invisibile

I reCAPTCHA di Google non verranno più visualizzati sulle pagine web, ma il sistema antispam continuerà a funzionare in background.

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Google ha annunciato un’importante novità che riguarda i CAPTCHA, il test inventato circa 20 anni fa per distinguere gli utenti dai bot. Il reCAPTCHA dell’azienda di Mountain View, introdotto nel 2014, diventa invisibile. Ciò significa che il sistema riconoscerà automaticamente gli esseri umani, senza la necessità di visualizzare il test sullo schermo.

Le implementazioni originarie prevedevano la digitazione di testo e numeri o la risoluzione di un puzzle, ad esempio la scelta delle immagini contenenti un gatto. Questo tipo di CAPTCHA è diventato nel tempo sempre più complesso e più difficili da utilizzare, soprattutto da persone con problemi di vista. Google ha quindi inventato il reCAPTCHA che prevede la visualizzazione di una casella da spuntare per dimostrare di non essere un robot. La nuova versione del sistema, denominato Invisible reCAPTCHA, nasconde completamente il test. Lo scopo principale rimane sempre lo stesso (bloccare lo spam), dato che il servizio funziona in background.

Il nuovo sistema è in grado di identificare un essere umano, sfruttando una combinazione di machine learning e intelligenza artificiale. Il risultato è affidabile perché gli utenti in carne e ossa non seguono mai “pattern” predefiniti, mentre un software (bot) esegue azioni predeterminate. Il reCAPTCHA con la casella “Non sono un robot” verrà visualizzato solo se l’algoritmo rileva casi sospetti.

Infine, una curiosità: i reCAPTCHA non servono solo ad impedire attacchi di spam, ma anche per risolvere problemi difficili da gestire per un computer. Le parole che l’utente deve digitare sono quelle che il software OCR di Google non riconosce durante la digitalizzazione dei libri. I numeri sono invece i numeri civici delle abitazioni inquadrate dalle videocamere di Street View, mentre l’indicazione dei gatti presenti nelle foto permette di addestrare il sistema di riconoscimento delle immagini.

Fonte: ArsTechnica • Notizie su: ,